Bassano mi pareva un posto tranquillo per ricominciare dopo la pausa impostami dai pendii della Valle d’Intelvi; quindi una sgambata per non arrivare a Venezia “a digiuno” mi sembrava la cosa migliore.
In effetti di cose particolari nella graziosa città ai piedi del Grappa se ne sono viste poche, quindi bene così … almeno per quel che riguarda caviglie e articolazioni. Parlando di cose tecniche invece ritengo ci sia materiale sufficiente per intavolare un discorsetto.
Partiamo dalla realizzazione cartografica.
La carta propostaci, pur nella sua sostanziale correttezza, ha mostrato alcune lacune dal punto di vista simbolico.
A esempio i limiti invalicabili (recinzioni, taluni muri) non sono stati indicati nel giusto spessore (le norme ISSOM prevedono 0,4 mm.) causando in alcuni casi errate interpretazioni da parte dei concorrenti.
Anche il simbolo usato per indicare i limiti degli edifici è apparso di dimensioni non conformi, risultando di spessore maggiore del richiesto.
I simboli ISOM2000 521 e 532 (muro non attraversabile e capitello) non sono inoltre previsti nella simbologia ISSOM, ma tuttavia usati per l’impianto bassanese.
Un’altra imperfezione cartografica riguarda l’indicazione di passaggi (sentieri in questo caso) in area privata. Così come proposto dalla carta di gara il dubbio per il concorrente permane: si passa o non si passa?
Sicuramente il parere che l’Omologatore Impianti o la Commissione Impianti può fornire alle Società produttrici in casi come questo (aggiornamento e adeguamento alla simbologia) è di fondamentale importanza. Il non richiederlo, oltre che andare contro al Regolamento vigente sull’impiantistica, non giova né ai produttori (i quali rischiano di non vedere omologata la gara da loro organizzata) né ai concorrenti i quali, in molti casi, si possono trovare di fronte a problemi di interpretazione non previsti in una equa competizione.
Passiamo al tracciato.A Bassano ho corso in M45, M18 e la mia impressione generale è stata quella di un percorso privo di problemi orientistici, dove l’unico impegno richiesto al concorrente fosse quello di una corsa molto sostenuta.
Nel dettaglio:
P-1: tratto a scelta univoca con piccolo angolo acuto di ingresso e uscita dal punto (il cerchio rosso copre un muro non attraversabile); lettura della carta non troppo complicata, e quindi adatta a un primo tratto.
1-2: due scelte, a sinistra e a destra del punto, ma poca lettura fine.
2-3: direi scelta univoca e posizione del punto non troppo felice (al termine di una strada cieca).
3-4: scelta univoca e decisamente troppo rettilinea, dove in pratica la linea rossa traccia da sola il percorso da seguire.
4-5: anche in questo caso scelta univoca (a sud) in quanto a nord il percorso sarebbe stato più lungo e tortuoso. Nessuna difficoltà di lettura e interpretazione.
5-6: idem come sopra con percorso “obbligato” a giungere al punto da est.
6-7: lo stesso; percorso obbligato con posizione del punto al termine di una strada cieca.
7-8: due o forse tre scelte, comunque parallele, della stessa difficoltà e lunghezza.
8-9: scelta logica univoca. All’approssimarsi del punto qualche imprecisione di rilievo (un bivio con recinzione in legno non segnato, una quota del punto non esatta).
9-10: due scelte, ma praticamente di identica difficoltà.
10-11: scelta univoca con piccolo tranello: il margine basso del bosco è delimitato da una recinzione non valicabile.
11-12: scelta univoca con eccezione per gli ultimi 150 m. del tratto. Punto di controllo inoltre posizionato nella parte alta della scalinata, che poi va ridiscesa dallo stesso lato.
12-13: due scelte, stavolta reali.
13-14: scelta univoca dall’interno (la scelta esterna è più lunga), e quindi angolo molto acuto.
14-15: scelta univoca.
15-16: scelta univoca.
16-17: scelta univoca e angolo molto acuto (ingresso e uscita dallo stesso lato).
17-18: due scelte, entrambi interessanti e diverse tra loro. La prima da ovest, la seconda da est, attraverso il parco e lungo il parcheggio.
18-19-A: tratti finali senza storia.A mio avviso per una prova di Trofeo Nazionale Centri Storici ci si sarebbe potuti attendere tracciati più ricchi di problemi orientistici; certo Bassano non è Venezia a livello di complessità viaria, ma alcuni accorgimenti consigliati da manuali evidentemente poco consultati, potevano essere adottati.
Per semplicità riporto qualche esempio di tratto (due in centro storico, 15-16-17, due nella zona residenziale e artigianale, 2-3-4) che avrebbero conferito più incertezza dal punto di vista tecnico, anziché privilegiare solo il lato fisico della gara.
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