Uno degli argomenti più “in voga” in questo momento riguarda l’organizzazione delle gare Sprint: perché organizzarle, come organizzarle, quando, dove, per chi …
Le opinioni al solito sono le più disparate. C’è chi le invoca in quanto veicolo promozionale, chi le vorrebbe più presenti in calendario in quanto necessarie per la preparazione dei nostri atleti di punta, chi ancora non le vede di buon occhio perché “troppo brevi” (e il nostro attuale Presidente è uno di questi a esempio).
Che fare dunque per raggiungere un giusto equilibrio che soddisfi tutti i palati?
L’attuale organizzazione va, secondo me, rivista radicalmente.
La gara Sprint, così come concepita dalla Federazione Internazionale, dovrebbe risultare la più visibile, e quindi vendibile, delle specialità dell’Orienteering, quindi rivolta a un ben determinato settore di agonisti. In questa fase le caratteristiche peculiari dell’Orientamento andrebbero quindi adattate all’aspetto spettacolarità. Ma non tutti la pensano allo stesso modo e le ultime edizioni dei Campionati del Mondo (Finlandia, Svizzera, Svezia, Giappone, Danimarca) confermano questa tendenza non omogenea.
Anche da noi la Sprint è pensata in vari modi: chi la ritiene una gara tecnica con molti punti di controllo, chi una gara facile e veloce, chi una gara da disputarsi in luoghi “visibili”.
C’è a questo punto da chiedersi quanti orientisti preferiscono l’Orientamento classico a quello di nuova concezione, e il “modus operandi” è presto concepito.
Un calendario che sostituisce le gare classiche (long e, al limite, middle) con gare Sprint non è pensato per la maggior parte degli Orientisti, ma favorisce solo chi fa della Sprint una specialità fondamentale per la propria preparazione agonistica di alto livello. Sicuramente il popolo dei master, in percentuale il più numeroso non dimentichiamolo, predilige le gare long. A conferma di ciò il fatto che i Campionati Mondiali Master vengono disputati esclusivamente con gare long (semifinali comprese). Stessa sorte per le gare a più giorni, dove solo recentemente vengono inserite nel programma gare middle.
Sprint e long dovrebbero a questo punto convivere, ma non sostituirsi le une alle altre.
Da parte degli organizzatori il problema è leggermente più complesso. Per organizzare in uno stesso impianto una gara Sprint e una long in contemporanea, si renderebbe necessaria la realizzazione di due prodotti cartografici, sicuramente differenti dal punto di vista concettuale. Il maggior costo dovuto alla realizzazione di due carte per la stessa gara (si badi bene, due carte diverse, non la stessa stampata in due scale di riproduzione) non invoglia certo un tipo di organizzazione del genere, così si finisce per correre o tutti la Sprint, o tutti la middle e la long.
In questo caso dovrebbe intervenire in aiuto alle società organizzatrici la Federazione nazionale, o meglio, il settore squadre nazionali. In concomitanza di gare nazionali o di importanti gare regionali le società dovrebbero essere così “invogliate” alla realizzazione di carte di tipo CS, altrimenti non prodotte, destinate a competizioni d’Elite da svolgersi precedentemente o contemporaneamente alle gare classiche previste per la maggior parte delle categorie, possibilmente curandone i particolari per accentuarne la spettacolarizzazione.
In parole povere i Campionati Italiani Sprint non devono rappresentare l’unica occasione a disposizione dei nostri migliori atleti per cimentarsi su questa distanza, e nello stesso tempo non possono esserlo per le categorie per le quali questa specialità non è pensata.
A ben guardare, proporre gare Sprint per certe categorie giovanili o master è errato anche concettualmente.
La gara Sprint infatti non deve essere concepita come gara dal tracciato più breve rispetto alla middle e alla long, ma come gara dal diverso tipo di ritmo, Sprint appunto.
E visto che ancora nessuno ha indovinato il quiz n. 5, ecco un aiuto, con il punto di controllo raffigurato nella foto

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