venerdì, aprile 27, 2007

WMOC 2007

Probabilmente anche gli organizzatori di questa edizione dei Mondiali Veterani di CO saranno rimasti sorpresi dal numero di iscrizioni piovute nel loro data-base.
A oggi (27aprile 2007) sono infatti ben 4309 gli atleti iscritti ai WMOC. Tra di loro 6 Italiani. Le gare quest’anno si svolgeranno a Ruka, località della Finlandia centro-nord, nota per gli impianti di sci alpino e, ovviamente, di sci nordico, a pochi chilometri da Kuusamo.

Le categorie con il maggior numero di atleti iscritti sono, attualmente, la M55 e la M60, con più di 400 partecipanti. Per queste due categorie ciò imporrà al tracciatore la predisposizione di almeno 6 percorsi per ciascuna semifinale (ad Asiago 2004 il massimo fu di 5).
I terreni di gara sono quelli tipici delle regioni settentrionali della Finlandia, ricchi di zone paludose, di terreni piatti con forme del terreno poco accentuate, di pendii anche ripidi con sottobosco folto.

Gli over 80 attualmente iscritti sono 66, e sarà ancora presente il mitico Erkki Luntamo, classe 1914, che ben ricordiamo alle edizioni 2004 di Asiago e 2006 di Wiener Neustadt.

Arrivederci quindi a luglio ai 5 connazionali che con me sfideranno le paludi della Lapponia.

A proposito, non dimenticatevi una buona scorta di Autan.

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giovedì, aprile 26, 2007

Vado (d)al Massimo (Balboni)

Anche le gare del 25 aprile meritano una menzione, se non altro per ringraziare le società organizzatrici in questa festività infrasettimanale.
Ho corso a Monte S.Giacomo, Zocca (MO) in M45 – M18. La località, più che per aver dato i natali al Vasco nazionale, è celebre per aver propiziato l’inizio dell’attività orientistica di molti nostri amici bolognesi.
Anche in questo caso gara middle, con percorsi in zona boschiva non particolarmente impegnativi dal punto di vista tecnico. Insomma una giornata piacevole in attesa di un fitto calendario del mese di maggio con molte trasferte nelle quali sono previste doppi impegni agonistici (Campionati middle, Campionati Sloveni, Campionati Sprint, Coppa Italia,…)




L’unico appunto che mi sento di muovere al tracciatore è di aver posato il punto di controllo n. 10 circa 30 m. più a ovest dal luogo deputato a ospitarlo (e certificato dalla presenza del nastrino con tanto di codice).
Il prossimo fine settimana finalmente lo dedicherò alle gare long.
A Deggendorf, Baviera orientale, è infatti prevista una tre giorni rinviata lo scorso anno per troppa neve (un metro e mezzo in aprile). Saggeremo anche i tracciatori tedeschi.

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lunedì, aprile 23, 2007

Week end al mare

Una volta tanto l’Orientamento si sposta in riviera, e la formula scelta dall’Erebus per questo fine settimana orientistico pare sia stata molto gradita.
Due tappe in due diverse località balneari della riviera orientale veneta hanno fatto da cornice a due divertenti e interessanti prove cittadine, ma non solo, di Orientamento veloce.
La prima di queste, disputata sabato pomeriggio a Jesolo Lido sulla distanza della mezz’ora di gara, ha impegnato i concorrenti in una attenta lettura delle molte strade e stradine disseminate tra alberghi, locali e negozi di uno dei centri di vacanze più famosi d’Italia.
Nonostante il numero elevato di punti di controllo (26 per la M35/W19, su 5,2 km.) la struttura ben congegnata dei percorsi (con un paio di puntatine anche in spiaggia) ha consentito di soddisfare la caratteristica orientistica principale dei tracciati cittadini: la scelta di percorso come elemento di differenziazione tra gli atleti in gara.
Anche la carta si è dimostrata idonea, sia dal punto di vista della precisione del rilievo, sia per quanto riguarda la qualità del disegno, della stampa e sovrastampa dei percorsi.

Seconda tappa a Eraclea, domenica mattina. Gara breve (una ventina di minuti per i vincitori delle varie categorie) e terreno misto: centro abitato, bosco urbanizzato e zone naturali (bosco e terreno grezzo). Anche in questo caso velocità di lettura (e di corsa) e scelte di percorso hanno fatto la differenza non consentendo distrazioni o errori anche di lieve entità. Arrivo, e qualche punto di controllo, sul litorale sabbioso.

Il mio percorso (M35, W19-34) prevedeva, come nella totalità delle categorie, la partenza in zona abitata, un primo transito in zona balneare, un ritorno in zona abitata, e un’ultima parte mista con alternanza di zone naturali (bosco, bosco urbanizzato, aperto grezzo). L’alternanza della lunghezza dei tratti e il numero considerevole di punti di controllo (19 su 3,2 km. di gara) si è rivelata in questo caso adeguata al tipo di gara proposto, impegnando i concorrenti in situazioni quasi mai banali.
Carta di gara ai livelli più che buoni della tappa precedente.
Sicuramente un esperimento da ripetere, soprattutto se proposto in alternanza agli impegnativi (mentalmente e fisicamente) fine settimana delle gare nazionali.

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mercoledì, aprile 18, 2007

Distanze

Quanto ancora siamo distanti dal CONI è palese se leggiamo uno degli ultimi annunci apparsi sul sito della nostra federazione.
La Scuola dello Sport di CONI Servizi organizza infatti un corso di "progettazione eventi sportivi", un argomento che a noi sta molto a cuore per il gran numero di eventi che stagionalmente affollano il nostro calendario agonistico e formativo.
Ebbene tale corso, della durata di 9 giorni, suddivisi in 3 periodi di 3 giorni (7 dei quali lavorativi), prevede una quota d'iscrizione di ... 1.600,00 Euro (milleseicento Euro) + IVA, viaggio, vitto e alloggio esclusi.
Un corso per Organizzatori e Direttori di gara, organizzato dalle strutture federali della Fiso (Centro di Specializzazione di Asiago, Comitato Lombardo) prevede per 3 giorni (non lavorativi)una quota d'iscrizione che va da 80,00 a 90,00 Euro (da ottanta a novanta Euro), vitto e alloggio inclusi.
Sto pensando a quale commento aggiungere in calce all'esposizione di questi dati, ma preferirei in questo momento lanciare il sasso e attendere che qualcuno (lassù in alto) si pronunci ... anche perchè non vorrei aver letto male!

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lunedì, aprile 16, 2007

La volevi lunga?

Seconda prova di Coppa Italia a Prato (terza per le categorie Elite) a distanza lunga.
E lunga è stata, con tracciati decisamente tecnici e condizioni ambientali “toste”.
Il terreno di gara era noto, e pertanto non ci si poteva certo aspettare di correre sul velluto o su dolci pendii. Monteferrato è un impianto molto particolare: bosco rado, ripide ascese, fondo ovunque sassoso, sentieri facilmente confondibili; un impianto dove predisporre tracciati possibilmente non “micidiali” e, nello stesso tempo, tecnicamente validi, non era compito da poco.
Direi che stavolta il tracciatore non ha deluso, e la gara è stata all’altezza dell’importanza assegnatale. Se diamo un’occhiata ai tempi di percorrenza delle varie categorie potremmo anche trovare qualche difetto in eccesso, ma ritengo che ciò sia imputabile nella maggior parte dei casi alla temperatura decisamente estiva di questa domenica, ben diversa dal quella domenica 15 aprile 1984, quando disputai la mia prima gara di Orientamento a Bedolpian, con il lago di Serraia ghiacciato e trovando, in alcuni punti del tracciato, un metro di neve.
Per quel che mi riguarda Adriano Bettega promosso a pieni voti e quindi “bentornato Orienteering”.
Prima di passare all’esame del percorso che mi è stato proposto gli appunti che mi sento di muovere.
Carta: direi molto buona, considerata la particolarità. Per assegnare l’eccellenza avrei preferito che taluni sentieri fossero indicati con gradazioni differenziate, anziché con un unico simbolo: in effetti viottoli larghi non più di trenta centimetri e sentieri di un metro e mezzo non venivano distinti, e ciò può aver creato qualche iniziale imbarazzo.
Con tutti gli elementi rocciosi presenti avrei inoltre evitato di rappresentare le panchine.
Organizzazione: a parte il problema del ritardo, non ho ben compreso il motivo, e non ne condivido la decisione, della variazione degli orari di partenza e del cambio di categoria di alcuni atleti di prestigio rispetto a quanto pubblicato su Internet.
Tracciato: il mio, M50, molto buono: variazioni di lunghezza, cambi di direzione, dislivelli ben distribuiti. Tutti gli ingredienti fondamentali ben miscelati. Come detto, tempo di gara leggermente al di sopra della norma, ma condizionato dal clima. Un ristoro a metà gara sarebbe stato molto gradito.



Note tecniche positive.
Opportuna la prima tratta lunga: su un terreno “rognoso” è infatti sicuramente preferibile non creare assembramenti di concorrenti alla ricerca di punti nelle vicinanze della partenza.
Meglio dunque questo tratto iniziale lungo e già “tecnico” a uno breve e magari fortunoso.

Opportuna la scelta di ubicazione dei punti di controllo su oggetti e forme ben riconoscibili: in tal modo viene premiato l’atleta che opera le scelte di percorso migliori non penalizzandolo nel ritrovamento della lanterna.

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lunedì, aprile 02, 2007

Una nuova specialità

Ad Aviano è nata una nuova specialità della Corsa Orientamento: la Distanza Varia.
Ad annunciarlo sono i dati inconfutabili dei tempi di gara fatti registrare dai vincitori delle varie categorie: da 22’ a 24’ in M14, M60 e M65, da 24’ a 26’ in W14 e W16, da 42’ a 44’ in M20, M35 e M40, 55’ (!) in W35 e W40, ecc. Ciò fa presupporre che le regole stabilite dal RTF relative ai tempi di gara delle singole specialità siano diventate dei semplici suggerimenti, ai quali gli organizzatori non sono più tenuti ad attenersi. Ne consegue che da una gara d’ora in poi sarà lecito attendersi qualsiasi tempo di percorrenza, sprint, media o lunga che essa sia, alla faccia della preparazione fisica e mentale del pre-gara.
E se quanto detto vale per le gare nazionali (cioè quello che dovrebbe rappresentare il massimo dell’accuratezza dal punto di vista organizzativo) a maggior ragione dovremmo attenderci altrettanto nelle manifestazioni regionali.
A mio avviso ciò rappresenta un’involuzione tecnica molto preoccupante.
Ma tempi di gara a parte, neanche la qualità tecnica dei tracciati proposti per la prima prova di Coppa Italia mi è parsa all’altezza, almeno secondo il mio punto di vista e per quello che si è potuto sentire nel dopo gara.
Ad Aviano ho corso in M50 e buona parte del mio percorso si è infatti limitato a seguire delle chiare linee di conduzione, con punti di controllo spesso posati a ridosso dei sentieri e visibili talvolta a distanza anche considerevole.
Un tracciato che, a una attenta analisi, non mi preoccuperei troppo di proporre all’M14 o all’MC.
Da alcune domande rivolte ad atleti di categorie più prestigiose della mia ho potuto tuttavia rendermi conto che tracciatore e delegato Fiso non hanno riservato a tutti lo stesso trattamento, penalizzando tecnicamente in maniera evidente molte categorie master.
Ciò lo ritengo un formidabile errore che abbraccia, oltre all’aspetto tecnico, anche la sfera politica della nostra federazione.
Spero a questo punto che la tendenza di pensare l’Orienteering solo dedicato a una ristretta fascia di praticanti (categorie Elite e pochi altri) venga presto abbandonato, e che vengano organizzate più gare di Orientamento vero per tutti e meno spettacoli notturni o passerelle di soubrette.

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