La due giorni a Barricata ci ha restituito un po’ di quell’Orientamento al quale non eravamo più abituati, impegnati ormai sempre più di frequente alla ricerca di nuovi terreni e di nuove formule di gara, spesso di dubbio successo e di scarso apprezzamento.
“In un impianto così, è facile”, si potrebbe affermare.
Le foreste di Asiago, la piana di Marcèsina e l’angolo trentino di Altopiano rappresentano in effetti una sicurezza, dal punto di vista del popolo orientista, ma non sono infrequenti errori organizzativi dovuti alla troppa leggerezza o alla presunzione.
Ma non è stato questo il caso, e nonostante l’inclemenza del tempo nella giornata di sabato, siamo finalmente tornati alle sfide classiche, con percorsi e terreni impegnativi ma piacevoli, garanzia quindi di soddisfazione nei partecipanti.
Percorsi. Nella middle di sabato ho corso in M50 e direi che il tracciato ha messo alla prova le qualità atletiche e orientistiche dei partecipanti. Tratti tecnicamente avvincenti, molti cambi di direzione, dislivelli ben distribuiti, lunghezza del percorso adeguata, possibilità di tenere alto il ritmo di gara: questi gli ingredienti che hanno reso la competizione molto valida, e non deve trarre in inganno il tempone del vincitore, il quale ultimamente ci ha abituati a tali performance.
La staffetta di domenica, corsa sotto il sole, non è stata da meno dal punto di vista tecnico e, se paragonata a quella dei Campionati Italiani 2005 disputatasi sul medesimo impianto, ha dimostrato che buoni percorsi e gare avvincenti si ottengono solo con un’attenta scelta delle tratte e dei punti di controllo, anche con ottime cartine a disposizione. Non a caso la fretta ha giocato brutti scherzi a qualche concorrente, anche esperto, riservandogli delle spiacevoli sorprese all’atto dello scarico del bricchetto.
Bene anche dal punto di vista spettacolare, con partenza, passaggi, cambi e arrivo in ottima posizione di visuale, rendendo quindi non necessarie chiamate e annunci (spesso confusionarie e non complete).
(la mia seconda frazione in M45)
Vorrei spendere due parole sulla carta, intesa come materiale sul quale stampare il file ocad e i percorsi.
In Val Vigezzo abbiamo constatato alcuni gravi difetti di stampa; la settimana scorsa a S.Colomba molti di noi hanno corso sotto il diluvio ma la cartina di gara, senza alcuna protezione, si è dimostrata validissima dal punto di vista della leggibilità e della resistenza agli agenti esterni; a Barricata abbiamo invece corso con un supporto al quale si è reso necessario applicare una protezione in nylon, in quanto prodotto con stampante laser.
Gli strumenti, e la carta è quello fondamentale, non sono quindi mai gli stessi.
A mio avviso la nostra Federazione si dovrebbe preoccupare maggiormente di questo aspetto, soprattutto per le competizioni di un certo livello (gare nazionali, internazionali e Campionati regionali) promuovendo a tal proposito una informativa e magari un supporto alle società organizzatrici (cartiere, tipo di carta, formati).
Tale uniformità migliorerebbe la qualità delle nostre gare.
A esempio si potrebbero invitare i vari Comitati a un approvvigionamento comune di supporti cartacei di buon livello (antistrappo, antispappolo, idrorepellenti) se non addirittura provvedere a un approvvigionamento “federale”.
Attualmente ognuno si arrangia da sé e a ogni gara ci troviamo di fronte a stampe e a leggibilità sempre diverse.
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