La seconda parte di stagione si apre con il campionato Long dell’Alto Adige, a Nova Ponente.
I percorsi, fisicamente impegnativi, ci hanno riportato alla realtà dei nostri terreni, dove spesso la condizione fisica assume più importanza dell’aspetto tecnico. I tempi dei vincitori (superiori allo standard abituale) ci portano inoltre a pensare alle difficoltà incontrate dai concorrenti in questa prova.
La mia gara (in cat. M45) non è certo stata un modello di perfezione ma, a quanto pare, molti altri atleti hanno incontrato parecchi problemi durante il percorso.
Esaminando il tracciato direi che la prima considerazione spetta al luogo scelto per la partenza, a mio giudizio non idoneo per un “lancio” dei concorrenti. La ripida ascesa a nord non ha infatti consentito un facile ingresso in gara, introducendo fin da subito l’elemento fatica fisica, concentrando nei primi due brevi tratti 65 m. di dislivello.
Non a caso proprio il primo punto di controllo ha fatto da selezione e condizionato il resto della gara per molti concorrenti.
L’incrocio ravvicinato proposto dal tracciatore per i punti successivi ha inoltre aggiunto un’ulteriore problema mentale. Meglio sarebbe stato allontanare i punti 2 e 3 favorendo una lettura della carta più agevole.
Sullo strano caso del punto 36, il quarto del mio percorso, si potrebbe parlare a lungo.
Di certo è che fatti del genere (sparizione e successiva riapparizione) non sono infrequenti e, nella quasi totalità dei casi, la responsabilità viene attribuita a un non meglio identificato concorrente.
Trovato il capro espiatorio (meglio se anonimo) nessuno si potrà lamentare. Questa volta la “famigerata volpe dei boschi” avrebbe, a detta degli organizzatori, prima spostato il punto di controllo e poi, resosi conto di averla fatta grossa, si sarebbe preoccupato di rimettere tutto a posto. La cosa curiosa è che, anche questa volta, nessuno si è accorto di nulla. In un bosco che pullula di orientisti, nei pressi di un punto frequentatissimo, nessuno ha infatti notato questo invisibile orientista passeggiare con un paletto di alluminio equipaggiato di lanterna e punzonatrice. Incredibile!
Dal punto 6 in poi le cose sono nettamente migliorate a livello di tracciato. L’alternanza di tratti lunghi e brevi, i cambi di direzione e la non banalità dei tratti ha riportato la gara su livelli più che dignitosi.
Mi resta qualche dubbio sulla posizione del punto 11. La mia impressione è di aver punzonato nel punto indicato in immagine e non al centro del cerchietto.
Infine il dislivello che ho calcolato è di 280 m. anziché i 255 dichiarati dal tracciatore.
Di questi tempi non ci si può certo lamentare da questo punto di vista.
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