mercoledì, ottobre 31, 2007

Trofeo Supermaster Orisport 2008

A meno di un mese dalla chiusura delle gare valide per la classifica di Lista Base CO 2008, sono 18 gli atleti che hanno acquisito il diritto a partecipare all’ultima edizione del Trofeo Supermaster Orisport, ed esattamente:
Massimo Accorroni, Oleg Anuchkin, Massimo Balboni, Luca Battistoni, Roberto Biella, Stefano Bisoffi, Angelo Bozzola, Augusto Cavazzani, Leonardo Curzio, Gianluca Distefano, Moritz Etter, Giovanni Faetanini, Renato Martinetto, Giorgio Paoli, Carlo Pilat, Eduard Shutkovskiy, Silvano Tonolo e Stefano Zonato.
Per quanto riguarda l’ammissione di Silvano Tonolo, non in possesso dei prescritti 50 punti di LB, si ricorda che gli è stata concessa una deroga in virtù del lungo periodo di infortunio patito nella prima parte di stagione agonistica 2007.
A titolo informativo ecco comunque il regolamento del Trofeo.

Il Trofeo, giunto all’8^ e ultima edizione, è disputato tra tutti gli atleti master delle categorie da M45 e oltre con punteggio di Lista Base 2008 uguale o superiore a 50,00 punti. I concorrenti sono iscritti d’ufficio al Trofeo, ma ne saranno esclusi coloro che disputeranno anche una sola gara nelle categorie da M55 e oltre, o che manifesteranno l’intenzione esplicita di non essere interessati al Trofeo. Ai fini della classifica vengono considerati tutti gli scontri diretti disputati in qualsiasi categoria di gare CO del calendario federale 2007. Sono considerati validi anche i risultati determinati da ritiri e squalifiche.
Il punteggio finale (o parziale) viene calcolato con il seguente criterio:

· per la vittoria 4 punti (ma 3 se con scarto minimo: 1-0, 2-1, 5-4, ecc., e 5 se con scarto superiore a 4: 5-0, 6-1, 10-3, ecc.);
· per il pareggio 2 punti (escluso lo 0-0 che non assegna punti);
· per la sconfitta 0 punti (ma 1 se con scarto minimo: 0-1, 1-2, 4-5, ecc.)

Il Trofeo verrà consegnato in modo definitivo nel dopo-gara della prova finale di Coppa Italia di CO (S.Genesio 12 ottobre 2008), con la classifica acquisita fino a quel momento.
Su di esso compariranno anche i nominativi dei vincitori di tutte le precedenti edizioni disputate.
La Ditta Orisport offrirà in premio come ogni anno un paio di scarpe da Orienteering al vincitore.

La classifica sarà aggiornata periodicamente (una volta al mese circa) e comunicata a tutti gli interessati via e-mail.
A questo scopo i partecipanti sono invitati a comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica, se non già fatto, all’organizzazione (zonato@tin.it).
Le edizioni 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 sono state vinte rispettivamente da: Stefano Bisoffi, Massimo Balboni, Tiziano Zanetello, Armando Martignago, Silvano Tonolo, Massimo Balboni e Massimo Balboni.

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martedì, ottobre 30, 2007

Un nuovo sito di Orienteering

Ho il piacere di annunciare la nascita di un nuovo sito Internet.
Si tratta di www.luigigirardi.net nel quale è contenuta una sezione interamente dedicata alle fotografie di Orienteering.
La sezione fotografica orientistica del sito, gestito da Luigi Girardi, è raggiungibile anche tramite il link riportato qui a fianco e intitolato "Luigi Girardi fotografo".
Grazie Gigi, e buona consultazione a tutti.

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lunedì, ottobre 29, 2007

Una stagione che si avvia al termine

Prima di commentare la mia ultima corsa ufficiale nei boschi del 2007, vorrei inviare un caloroso ringraziamento a tutti coloro i quali alle gare di Orienteering mi avvicinano per dirmi:.”Complimenti per il tuo blog, lo seguo con molto interesse, ho imparato molto dai tuoi articoli, ecc.” Qualcuno di essi a malapena lo conosco, e la cosa mi fa ancora più piacere perché, a mia/nostra insaputa, mi rivela che esiste un popolo di orientisti molto interessati alla politica, alla tecnica e allo sport orientistico in generale; persone le quali normalmente restano nell’ombra ma che non trascurano di informarsi sui fatti del nostro Sport.
Grazie ancora.
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La gara di Borgo Ticino ha fornito alcune conferme, e la più importante recita che i terreni collinari del Parco del Ticino, se ben usati, sono tra i più interessanti e più piacevoli dal punto di visto tecnico. La loro particolare conformazione orografica e la presenza di molte forme del terreno permette infatti al tracciatore di proporre tratte sempre interessanti e mai scontate.

Nel caso in questione, ed esaminando il tracciato della categoria nella quale ho corso (M45) tra gli aspetti generali positivi si possono nominare:
a) - l’assenza di incroci o di tratte “trabocchetto”.
Una tendenza “evolutiva” dei tracciatori dell’ultima generazione, li porta infatti talvolta a un uso spesso inutile e dannoso degli incroci di percorso anche quando il terreno, e soprattutto la cartina, non li obbligherebbe a tale artificio.
b) - l’assenza di tratte a scelta di percorso scontata.
Se si eccettua il caso del tratto 5-6, da percorrersi quasi tutto su sentiero, le proposte sono risultate ben equilibrate tra navigazione con l’ausilio della bussola e scelta di percorso appunto. “Pignolando” potrei suggerire di spostare un po’ più in alto (inteso come quota) il punto 7, affinché la corsa sul sentiero proveniente dal punto 6 non risulti decisamente invitante.
c) – la buona distribuzione dei dislivelli.

Tra gli appunti che mi sento di sollevare citerei:
1) - la costante lunghezza dei tratti.
Se infatti eccettuiamo la tratta iniziale, il rimanente percorso si snoda con tratte di sviluppo molto simile. Avrei a esempio introdotto a metà gara un tratto più lungo e una piccola serie di tratti molto brevi (max. 3).
2) - la posizione della maggior parte dei punti di controllo su oggetti puntiformi.
In M45, 8 punti su 14 riguardavano microforme del terreno (assimilabili quindi a oggetti puntiformi) e 2 su massi (uno dei quali alto si è no 40 cm.).
In un terreno veloce ma un po’ “inverdito” come Bosco Solivo, risulta molto importante la scelta dell’ubicazione dei punti di controllo, soprattutto al fine di evitare l’elemento “fortuna” nel loro raggiungimento. Mi riferisco in particolare a quei minuscoli avvallamenti (comunque correttamente rilevati e rappresentati) dei punti 6, 7, 8, 10 e 12, dove l’accresciuta vegetazione ne impedisce il riconoscimento immediato.
La media di gara del vincitore ne ha infatti risentito e, per un percorso di 6,5 kmsf. normalmente copribile in M45 in 40’-42’ si è registrato un tempo attorno ai 53’. A evitare questo tipo di problema consiglierei la sostituzione di questi controlli con qualcuna delle molte piccole colline e cocuzzoli, muri di terra o depressioni di una certa ampiezza.

Sul problema riscontrato in vicinanza del punto 13 (il disboscamento non segnalato in carta) non mi sento di dire molto in quanto la “cosa” era stata segnalata sul comunicato di gara.
Sulla cartina esposta in partenza avrei però fatto notare il problema con una certa enfasi.

Per l’organizzazione generale della gara vorrei spendere una parola di elogio per l’essenzialità e la precisione in molti aspetti, non ultimo quello della stampa della cartina e dei percorsi i quali (a parte la buca coperta dal cerchio in prossimità del punto 2) erano molto chiari e ben disegnati.

Peccato infine per gli assenti, in particolar modo dal Veneto, della quale regione ero, ancora una volta, l’unico rappresentante.

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venerdì, ottobre 26, 2007

Notizie fresche

Leggendo qua e là nei vari blog (per fortuna esistono!) a volte si apprendono notizie che, se pur di una certa importanza, rischiano di non venir diffuse a causa di incomprensibili meccanismi, o semplicemente perché non esiste la volontà di diffonderle.
Mi riferisco alle recenti dimissioni da incarichi federali in due importanti settori: la squadra nazionale CO e il trail-O.
La rinuncia del primo PARE debba risalire all’inizio di settembre; sul secondo mandato ho saputo qualcosa solo domenica scorsa e quindi non so a quale limite temporale fare riferimento.
Di certo c’è che il sito ufficiale della Fiso non riporta alcun accenno alla cosa e anzi, entrando nel dettaglio dei percorsi informatici, pare che tutti siano ancora al loro posto.
Come già fatto presente in precedenti post, l’Informazione per essere seria e credibile, non dovrebbe propagandare solamente i trionfi, ma affrontare anche argomenti spinosi e dibattuti.
L’abbandono dell’incarico di responsabile della nostra nazionale più rappresentativa a esempio, a mio giudizio meriterebbe di essere serenamente annunciata al popolo orientista nello stesso modo e con la stessa enfasi con la quale si annunciano le belle imprese dei nostri atleti alle prestigiose manifestazioni internazionali.
Di contro, se ciò non accadesse, sarebbe logico pensare che la notizia non rivesta alcun fondamento di verità.
Ripeto quindi anche in questo caso il mio appello usato per il post precedente: qualcuno può fornire pubbliche spiegazioni?

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mercoledì, ottobre 24, 2007

Questione di correttezza

Un paio di post or sono avevo cercato di analizzare il nuovo Regolamento Impianti della Fiso, confrontandolo con il precedente e inserendo qualche commento personale.
Una delle maggiori perplessità che mi aveva destato, era quella dell’eliminazione di alcune specifiche, a mio avviso fondamentali per evitare cattive interpretazioni.
Ebbene con la gara di domenica scorsa a Monte Moria ho avuto una prima conferma a questi miei dubbi.
Mi spiego.
Il Regolamento NON dice espressamente che l’Omologatore di un nuovo impianto deve essere una persona “super partes”, e non lo diceva neppure il Regolamento precedente ma, a mio giudizio, dovrebbe rappresentare buona norma di correttezza che l’Omologatore NON sia né chi gestisce la produzione della carta, né un tesserato della società che la produce ufficialmente e che quindi ne detiene la titolarità.
In queste condizioni a che serve nominare un omologatore?
Qualcuno può fornire pubbliche spiegazioni?

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lunedì, ottobre 22, 2007

Gita in Appennino

Tra le gare più interessanti e piacevoli del 2007 ci metto volentieri quella di Monte Moria.
A volerla dire tutta mi verrebbe da affermare: “Magari fosse così tutte le domeniche!”.
Il problema, e non è la prima volta che lo noto, è che la valorizzazione di certe manifestazioni non sempre passa attraverso l’aspetto tecnico, ma risente molto di una certa “sudditanza politica”.
Non sarebbe altrimenti giustificata l’assenza in massa di partecipanti Trentini, Friulani, Altoatesini e soprattutto Veneti (ero da solo!).
La domanda che vorrei porre è: cosa spinge a non partecipare a una gara? L’importanza?
La distanza? L’impianto dove viene svolta? Il comitato organizzatore? Il periodo? Le condizioni atmosferiche? Il tipo di gara?
Parlando di tracciati direi che gli aspetti positivi della domenica appenninica sono stati molti e apprezzati. A cercare il pelo nell’uovo potrei azzardare che il tracciato propostomi (M45) ha sfruttato solo un’esigua parte della zona cartografata e personalmente avrei
preferito qualche incrocio in meno e una scelta di punti di controllo su oggetti più evidenti.

In taluni casi (ma potrebbe essere un’impressione del tutto personale) direi che la collocazione dei punti in minuscoli avvallamenti nel verdino (8-9-10) o in radure microscopiche (3-4) può aver in generale provocato qualche inconveniente accidentale, e transitare a 5 m. dal punto senza scorgerlo (per ben 4 volte nel mio caso) non dovrebbe far parte di una corretta condotta di gara.
Per il resto direi che la sobrietà e la precisione organizzativa dimostrata dagli amici del Fitmonza (compresa la cura dedicata alla stampa della carta e dei percorsi) potrebbe rappresentare un ottimo standard, al di là di inutili fronzoli o di strani esperimenti.
La collaborazione interregionale annunciata dal Presidente del Comitato lombardo in sede di premiazione potrebbe a questo punto anche innescare un processo destinato ad allargarsi ad altre realtà, nel Triveneto in primis, nel segno di una ricerca di qualità e uniformità che ultimamente abbiamo certamente smarrito.

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lunedì, ottobre 15, 2007

Carinzia impegnativa

E’ sempre una bella sfida scegliere di andare a correre in Austria. I terreni sono sempre belli tosti, i pendii belli ripidi e i tracciati belli lunghi. Alla fine è comunque sempre una bella soddisfazione anche quando, come in questo caso, alcune cattive scelte di percorso non ti consentono di disputare una gara pulita e filante.
Come in altre occasioni già viste quest'anno sul versante nord delle Alpi, l’organizzazione è principalmente essenziale. Marco Ongaro osservava che, a differenza delle nostre gare, qui alla partenza si contano 2 persone e 5 paletti di legno; eppure tutto funziona lo stesso.
Certo chi si aspetta di trovare le arance, l’uvetta e i biscotti al ristoro potrebbe restare deluso; chi invece come me si accontenta di una carta ben fatta e di tracciati adeguati, sicuramente ripeterà l’esperienza, anche a costo di farsi qualche chilometro in più in auto.

Il tracciato H45-H50 proposto a Klagenfurt misurava 6400 m. con 300 di dislivello (non male), ma soprattutto si è trattato di un tracciato molto ricco di scelte di percorso, dove talvolta la corsa sui sentieri poteva penalizzare dal punto di vista cronometrico.
Di ottimo livello anche il rilievo della carta di gara, non sempre agevole per la presenza di molti cambi di vegetazione.
Sulla qualità di stampa si potrebbe obiettare che in queste condizioni la laser non funge allo scopo, in quanto trattasi di una carta molto ricca di particolari, di curve di livello, e di gradazioni verdi e gialle, molto spesso utili alla navigazione in gara. A esempio l’evidente alone giallo attorno alle curve di livello nel bosco verde non è per nulla “piacevole”.
Lo stesso appunto lo muoverei per la stampa dei percorsi, dove qualche interruzione del tratto in violetto in corrispondenza di particolari importanti (per esempio il sentiero in uscita dal punto 8) non avrebbe “dato fastidio”.
A questo punto, visto che ho già dato un'occhiata veloce al calendario italiano 2008, mi auguro che Tirolo e Carinzia propongano anche per l'anno prossimo appuntamenti di questo tipo.

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lunedì, ottobre 08, 2007

Un Cansiglio deserto

La prima domenica di ottobre aveva in programma nel Veneto una invitante gara regionale in uno dei boschi certamente più affascinanti dal punto di vista tecnico, già teatro di Campionati Italiani Long, Middle e Staffetta.
Considerata la concomitanza con i Campionati Italiani di MTB-O non era attesa una gran affluenza, ma 78 partecipanti (più qualche esordiente) è decisamente un numero inaccettabile per manifestazioni di questo tipo, considerato anche il fatto che 10 di questi 78 appartenevano alla società organizzatrice, e 15 a società di regioni limitrofe.
E’ una tendenza al ribasso che il Veneto, nonostante i suoi attuali 708 tesserati, non riesce a invertire.
Ritengo infatti che per una soleggiata domenica d’inizio ottobre 97 concorrenti (34 al Campionato Italiano MTB-O e 63 alla gara del Cansiglio) rappresentino un desolante quadro per un movimento orientistico regionale considerato trainante dell’attività nazionale.
Da parte mia la vivo un po’ come una sconfitta del nostro Sport nella mia regione rispetto ad altre discipline, ma più semplicemente si tratta di una perdita progressiva d’interesse che prelude a scenari non certo incoraggianti. E sulle questioni politiche legate a quest'aspetto mi ero già espresso in precedenza (vedi post "Veneto in picchiata" del Novembre 2006)
Mi auguro ovviamente di sbagliarmi.
Tra i propositi 2008 del Comitato veneto c’è l’intenzione di raggiungere i 2000 tesserati: ma a che servono 2000 tessere se solo 100 di essi svolgono attività sportiva orientistica?

In ogni caso vorrei rivolgere un sincero ringraziamento a coloro i quali, nonostante i numeri ridicoli di partecipazione, si adoperano per consentirci di praticare il nostro Sport preferito nel miglior modo possibile. Tra questi l’Orienteering Tarzo, organizzatore della gara 2007 al Cansiglio.



Il mio tracciato M45 (ma ritengo anche altri tracciati) è stato ben studiato, nonostante le sue caratteristiche fossero adeguate più a una gara a media distanza che non a una long.
Il problema maggiore era infatti focalizzato sul costante e ininterrotto contatto con la carta su tratti di corta e media lunghezza, con frequenti cambi di direzione e punti di controllo posizionati su oggetti chiari ma facilmente confondibili con altri della stessa caratteristica, dimensione e forma. In parole povere, in presenza di un terreno dal fondo molto scorrevole (del tipo di Monte Livata per intenderci), si sarebbe trattato di una gara a distanza media pressoché perfetta. L’asperità e la costante presenza di fondo roccioso ha fatto sì che la gara si trasformasse in long, ma solo dal punto di vista cronometrico.
Una nota sulla carta di gara. Non so se si tratti di un’impressione personale, ma ogni volta che ho modo di muovermi nella foresta di Valsalega con la carta da orientamento ho come la sensazione di non interpretare correttamente i dislivelli, soprattutto se ripidi. E’ come se in cartina mancassero alcune curve di livello. Ciò lo noto soprattutto nelle profonde depressioni (spesso rappresentate con una sola curva di livello) e nelle colline rocciose. Nei panni del cartografo cercherei in pratica di “esagerare” queste caratteristiche, dove necessario, in quanto fondamentali per la navigazione in un territorio decisamente interessante e orograficamente complesso.

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martedì, ottobre 02, 2007

Il RIS della Fiso

La Fiso ha di recente pubblicato il nuovo Regolamento Impianti, che ora assume la denominazione RIS (Impianti Sportivi) in luogo di RIF (Impianti Federali).
Queste le novità e il mio relativo commento:

Articolo 1.
Al comma 2 vengono elencate le specialità dello Sport Orientamento ma non ne viene corretto l’errore di denominazione. In effetti la CO, lo SciO, la MTBO e il TrailO non sono specialità, bensì discipline, così come citato all’art. 3.2 – Appendice 1 – del Regolamento Tecnico. Sono invece specialità la Distanza Lunga, la Media, la Sprint e la Staffetta (art. 3.3.7 App.1 RTF).
Al comma 2 del nuovo RIS vengono dunque “miscelate” discipline e specialità, ingenerando, a mio avviso, una certa confusione.
Lo stesso comma 2 inverte la definizione di “impianto”. Nel vecchio RIF era costituito “da un territorio e dalla carta che lo rappresenta”, nel nuovo RIS “dalla carta che rappresenta un territorio”. A mio giudizio era più consona la definizione precedente, in quanto trovo più logico pensare l’impianto sportivo come uno spazio sul quale esercitare un’attività fisica, più che un foglio di carta.

Articolo 2.
Viene cassato il comma 3, che consentiva alla Fiso di emanare direttive sull’uso di particolari simboli cartografici.

Articolo 3.
Viene cassato il comma 2, il quale elencava una serie di servizi accessori all’impianto (quali parcheggi, spogliatoi, servizi igienici e delimitazioni).

Articolo 4.
Rimane pressoché invariato.

Articolo 5.
Al comma 1 viene istituito il catasto degli “impianti” privi di omologazione, non obbligando tuttavia i produttori di tali cartine al deposito presso la Fiso (comma 3).
Al comma 2 viene introdotto l’obbligo dell’invio alla Fiso, da parte dei produttori di “impianti” omologati, di un file grafico della cartina che li rappresenta, in aggiunta alle 3 copie cartacee. Viene aggiunto il comma 4 relativo al riconoscimento da parte della Fiso dei soli “impianti” depositati.

Articolo 6.
Al comma 3 viene esteso da 30 a 45 giorni il tempo a disposizione di un Comitato/Delegato Regionale per comunicare il relativo diniego, al richiedente il nulla-osta alla produzione di una cartina.
Rispetto al vecchio RIF viene stranamente tolto il termine “eventuale”. Ciò non lo trovo logico, in quanto i motivi ostativi alla concessione di un nulla-osta non sono frequenti, ma eventuali appunto.
Rispetto alla vecchia versione sparisce inoltre la clausola del silenzio-assenso. In pratica ora non è ben chiaro come si debba procedere nel caso in cui trascorsi 45 giorni dall’inoltro della richiesta di nulla-osta, il Comitato/Delegato Regionale non fornisca alcun parere in merito (come spesso accade).
Sparisce altresì il comma 4, che regolava le realizzazioni di nuove carte nei territori già cartografati (anche con cartografia relativa ad altra disciplina orientistica). A mio giudizio un grave errore, causa possibile di nuovi contenziosi di titolarità.
Al comma 5 viene introdotta una sorta di titolarità provvisoria dell’”impianto”, durante i lavori di realizzazione della cartina che lo rappresenta. A mio giudizio una norma inutile che potrebbe ingenerare confusione.
Al comma 7 viene introdotto l’obbligo di comunicare alla Fiso l’intenzione di produrre un “impianto” da non omologarsi (mod. C1), non assegnando tuttavia alcuna titolarità.
Tale norma risulta in contrasto con una precedente (art. 5.4) con la quale “la Fiso riconosce come carte per Orientamento solo quelle depositate” e con una successiva (art.12) dove “la Fiso riconosce al chi realizza l’impianto la proprietà della carta che lo rappresenta”.
A questo punto, contraddizioni a parte, verrebbe da chiedersi: se non viene riconosciuta la titolarità dell’impianto che si realizza, a che serve richiederne il nulla-osta?

Articolo 7.
Viene cassato il comma 1 che elencava le fasi di realizzazione di una cartina per Orientamento.

Articolo 8.
Al comma 1 viene detto “Una volta ottenuto il Nulla Osta …”, ma non è indicato come ottenere questo nulla-osta, considerato, come prima accennato, che il Comitato/Delegato regionale ha a disposizione 45 giorni di tempo per inviare il diniego (eventuale), ma non l’autorizzazione. Viene inoltre fissato in 120 giorni antecedenti l’uso dell’”impianto”, il termine ultimo per l’invio della relativa richiesta di omologazione (mod. C2).
I commi 9, 10 e 11 non sono a mio giudizio molto chiari se non nella norma che prevede la scadenza temporale dell’omologazione (10 anni dal giorno del suo rilascio). Non è a esempio ben spiegato perché esista differenza tra l’omologazione di “impianti” da aggiornare, da ampliare o da modificare normativamente. Ritengo infatti che, se una cartina è da ripubblicare, qualunque ne sia la causa, la procedura vada ripresa in ogni caso da capo, e quindi ogni considerazione in merito (è ampliamento, è aggiornamento, è tutt’e due …) diviene superflua e anzi ingenera confusione.

Articolo 9.
Viene eliminato il marchio Fiso CS, fino a ora in uso per le carte “sprint” e dei centri cittadini.
A mio avviso un errore, in quanto ciò che distingue le carte per Orientamento non è tanto la disciplina (CO,Sci-O, MTB-O, Trail-O) ma la differente simbologia usata.
La carta CS si distingueva perché in essa era usata la simbologia delle norme ISSOM.

Articolo 10.
Viene introdotto (al comma 2) il limite temporale di 90 giorni entro il quale l’omologatore dovrà relazionare non solo sulla realizzazione corretta della carta, ma anche sulla situazione del territorio rappresentato ed eventuali strutture presenti.

Articolo 11.
Rimane pressoché invariato.

Articolo 12.
Al comma 1 si cerca di spiegare quale sia la differenza tra “proprietà della carta” e “titolarità dell’impianto”. A mio giudizio (parafrasando Rossini) un’inutile precauzione, in quanto non è affatto chiaro come possa esserci differenza tra le due attribuzioni. E’ dunque possibile essere proprietari di una carta (o “impianto” se si preferisce) in modo pieno ed esclusivo, e non esserne titolari?

Articolo 13.
Di nuova istituzione, nel quale è previsto il diritto da parte della Fiso di utilizzare gli impianti omologati e non, per scopi didattici, promozionali, divulgativi o per allenamenti delle squadre nazionali, a fronte di un compenso da corrispondersi al titolare dell’impianto stesso.

Allegati.
Vengono aboliti quelli relativi alle simbologie da usarsi nelle varie discipline e specialità, in quanto l’unico riferimento normativo è fornito dalla IOF.
Per le carte CO (specialità long, middle e staffetta) non viene consentito l’uso di sistemi di stampa in quadricromia.
I mod. C/1, C/2 e C/3 vengono sostanzialmente mantenuti inalterati mentre, come detto, scompare il marchio Fiso CS nell’allegato 11 (mod. C/4).
L’allegato 10 in effetti è solo un’indicazione sul modo di fornire alla Segreteria il file grafico della carta realizzata.
L’allegato 12, di nuova istituzione, prevede l’individuazione in carta di almeno due punti di coordinate grafiche note, al fine di referenziare geograficamente la carta stessa. Non è chiaro tuttavia se il calcolo delle coordinate richieste sia da effettuare graficamente, o mediante l’ausilio di strumentazione topografica. Non è inoltre chiaro se detti dati debbano essere o meno stampati in carta.

Conclusioni.
Trattandosi di un lavoro di revisione relativo a un documento modificato e rivisto più volte nel corso degli ultimi otto anni, mi sarei aspettato una stesura più chiara e meno superficiale. A mio giudizio alcuni articoli, in particolare il 6, l’8 e il 12, tra l’altro i più importanti del Regolamento, sono stati redatti in modo confuso e senza prendere in esame possibili implicazioni spiacevoli conseguenti alla loro nebulosità e reticenza.
L’impressione generale è che, al solito, si sia badato di più alla forma estetica (una nuova copertina, dei nuovi stampati, una nuova referenziazione geografica) più che alla sostanza e alla chiarezza dei contenuti.

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lunedì, ottobre 01, 2007

Una finale degna di questo nome

Le gare nazionali dovrebbero essere tutte, o quasi, come quelle di S.Giovanni: cartine adeguate, lunghezze adeguate, tracciati adeguati.
Si potrebbe obiettare sulla lunghezza dei percorsi della finale di Coppa Italia (spesso oltre il limite del Regolamento), ma è il Regolamento che va cambiato. I nostri standard non sono adeguati né alle realtà internazionali (e quando andiamo a correre all’estero ce ne accorgiamo), né alle nostre aspettative.
A S.Giovanni c’è stata una vera gara di Orienteering, come da molto tempo non se ne vedeva, almeno per quanto riguarda la mia categoria. In particolare assegnerei al tracciatore una nota aggiuntiva di merito per aver messo i concorrenti in condizione di pensare, leggere e muoversi velocemente lungo tutto il percorso. E’ di manifestazioni come quella della finale di Coppa Italia, o dei Campionati Italiani di Monte Livata (e non Monte Amiata, cara RAI!) della quale ha bisogno il movimento orientistico italiano. Le Sprint, le notturne e altre amenità lasciamole per le manifestazioni promozionali, regionali o per le prove dei nostri atleti Elite.
Al 90% degli Orientisti piace fare Orientamento come a S.Giovanni e a Livata.
Detto questo cercherò di trovare qualche difetto nel tracciato M50 di ieri, anche se sarà alquanto problematico.

Il primo tratto è di quelli “giusti”, con il primo punto collocato ben distante dalla partenza, raggiungibile velocemente tramite chiare linee conduttrici (un po’ come ho fatto io, rischiando il meno possibile) oppure, per i più coraggiosi, affrontando subito il bosco e le sue insidie. Secondo tratto più breve ma insidioso: quei limiti di vegetazione sono punti di controllo che si usano spesso nell’Est europeo, ai quali non siamo abituati in quanto necessitano di un accurato rilievo. L’elevato standard di questa cartina ha però in questo caso permesso al tracciatore di poter scegliere di posare la lanterna sul limite nord della macchia verde. Terzo tratto da percorrere guardando la bussola, con punto di controllo sufficientemente distante dal sentiero per non risultare banale. Per il quarto tratto l’attenzione andava posta sulla scelta del punto di attacco dal sentiero stesso. I movimenti del terreno della zona infatti non consigliavano un orientamento ad azimut grossolano. Per il tratto successivo. 4-5, bussola e lettura. Il punto inoltre è stato posto in maniera corretta, non direttamente visibile dalla direzione di arrivo. Tratto 5-6, il secondo di una certa consistenza metrica. Anche in questo caso è necessaria una costante lettura (i semiaperti erano segnati in carta correttamente) per giungere in zona punto alla giusta quota. Settimo tratto di spostamento per preparare la “botta” successiva ma, anche in questo caso, due scelte possibili e nessuna distrazione. Tratto 7-8: il più importante della gara. Prima parte veloce per raggiungere il prato (il sentierino non l’ho visto, accidenti!) e poi dentro nella zona complessa, tra tracce di sentiero, piccoli semiaperti, forme del terreno poco accentuate. Bello. Tratti 9,10 e 11 più brevi ma insidiosissimi, e leggere attentamente la cartina a questo punto della gara comincia a non essere così semplice. Sulla posizione del punto 9 forse avrei operato una scelta diversa, rendendo più problematico il suo raggiungimento, magari posizionando la lanterna su una di quelle collinette a SE del punto. Penultimo tratto ancora lungo, con transito in zone non facilmente attraversabili e con l’obiettivo principale di raggiungere il sentierone di attacco al punto. Anche l’ultimo tratto potrebbe fare la differenza: o ci si butta giù a capofitto verso il prato, o si cerca di tagliare tra i “giallini” per risparmiare qualche metro.
Bene dunque. Una volta tanto impressioni molto positive nella speranza di poter apprezzare nel 2008 altre simili organizzazioni.
Un accenno finale al Trofeo Supermaster Orisport 2007, che ha visto anche quest'anno la vittoria in extremis di Massimo Balboni il quale, iscrittosi in M45, ha stroncato tutti in questa gara di finale del Trofeo. Onore al merito dunque.

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