Tornando in argomento calendario federale, ho provato a confrontare le attuali tendenze organizzative con ciò che rappresentava una consuetudine non più tardi di sei o sette anni or sono.
Ebbene oggi l’offerta di gare è sicuramente aumentata ma la qualità spesso ne risente.
Con questo non si vuole colpevolizzare nessuno: spesso un’organizzazione spartana ma essenziale (buona cartina, buoni percorsi) è certamente da preferire a mille fronzoli inutili, ma analizzando l’elenco di manifestazioni proposte per il 2008 non può non affiorare un certo senso di insoddisfazione.
In particolare mi riferisco al sempre più ristretto numero di gare organizzate su impianti “importanti”, quelli “storici” per intenderci, e per contro un proliferare di “garette” in impianti di dimensioni modeste, realizzate in scala ISSOM 1:4000 o 1:5000, e di durata molto limitata.
I più “vecchi” orientisti ricordano sicuramente, quando ancora le specialità Middle e Sprint non esistevano, che la permanenza nel bosco un tempo si protraeva ben più degli attuali tempi stabiliti dal regolamento (spesso non rispettati), e ciò bastava a giustificare la trasferta, le ore di automobile, l’albergo.
In molti casi oggi a un impegno temporale (ed economico) per raggiungere i luoghi di gara non corrisponde un’altrettanto adeguata offerta agonistica.
Personalmente ritengo che per partecipare a una gara Sprint (12-15 minuti, ricordiamolo) non valga la pena di mettersi in macchina, soprattutto per quelle categorie di concorrenti le quali non sono interessate a un miglioramento atletico in vista di appuntamenti e confronti internazionali.
La specialità Sprint, ma anche la Middle, è stata introdotta con lo scopo (ancora non raggiunto) di diversificare il modo di affrontare la competizione, e quindi la preparazione mentale e atletica: aspetti questi che riguardano una fascia ristretta di orientisti, di veri atleti insomma.
All’amatore (veterano, master, senior non elite) non interessa allenarsi per vincere una Sprint. Per lui l’Orienteering è un modo intelligente di fare Sport, di vivere all’aria aperta e di frequentare luoghi e persone graditi.
Il confronto e il risultato sportivo hanno sì importanza, ma non tanto quanto a livello assoluto.
L’esempio dei Campionati Mondiali Master è emblematico.
A questa manifestazione possono partecipare tutti, da Jörgen Mårtensson a Stefano Zonato, dai campioni più celebrati da 4' al km. nel bosco, agli Sportivi con meno pretese. Per tutti la soddisfazione è grande, sia gareggiando in finale A, sia in finale C.
Ai Mondiali Master non c’è la specialità Middle, e non c’è la Sprint. Lì si fa l’Orienteering classico, quello da 50 minuti nel bosco per Jörgen e da 1 ora e 20 per Stefano. Si corre con cartine da 10 kmq. e più di estensione e ci si rammarica di aver sbagliato “quel punto” per troppa fretta o per troppa stanchezza, ma sicuramente tre secondi in più o in meno non fanno differenza.
Sicuramente a livello federale le gare Sprint e Middle devono essere previste: i nostri migliori atleti devono potersi confrontare su queste distanze e devono potersi preparare per i loro appuntamenti internazionali. Possiamo anche ammettere (a fatica) che abbiano un senso i Campionati nazionali di queste specialità per altre categorie oltre all’elite.
Ma non oltre.
Un calendario povero di gare classiche (long per intenderci) non soddisfa le aspettative della maggior parte degli orientisti. Le alternative possono essere molte e ben pianificate.
In sede di gare nazionali (ma anche regionali, perché no) potrebbero essere a esempio previste specialità diverse nell’ambito della stessa manifestazione (gara Middle per Elite ed M/W20 e gara classica per tutti gli altri).
O ancora potrebbero essere organizzate gare di due giorni con separazione di categorie (gara Elite con coinvolgimento mediatico e gara di contorno).
Aggiustare il tiro in questo senso ritengo sia molto importante per il futuro del nostro Sport, in quanto è fin troppo evidente che la componente amatoriale è quella che funge da sostegno al settore agonistico di prestigio.
I numeri di partecipazione ne sono una prova inconfutabile.
Trascurare, o peggio fare in modo di adattare le aspettative della maggior parte del popolo orientista sta diventando una tendenza assai pericolosa.
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