lunedì, marzo 31, 2008

Coppa Italia 2008, un trionfo che emoziona

A chi pratica lo Sport, e in particolar modo a chi la domenica ha l’abitudine di recarsi “da qualche parte” a gareggiare, l’ultima domenica di marzo in genere toglie un’ora di sonno.
Nel caso di una trasferta non esattamente dietro l’angolo la cosa non è certamente da sottovalutare, e obbliga ad una programmazione più impegnativa del solito (anticipo del viaggio al giorno prima, oppure levataccia la mattina presto, ecc.).
Tuttavia la passione sportiva e, nel caso di manifestazioni di una certa importanza, la garanzia di trovare ciò che soddisfi le nostre aspettative, spesso rende trascurabile la maggiorazione della spesa o il disagio della trasferta, e in conclusione la maggior parte di noi può senz’altro dire di aver trascorso un’altra bella giornata di Sport.

Sabato 29 e Domenica 30 marzo sono state sicuramente due belle giornate di Sport.
Denise Karbon ha vinto a Bardonecchia il titolo italiano nel gigante femminile precedendo Lisa Agerer di soli 39 centesimi di secondo.
Giorgio Di Centa ha nuovamente trionfato ad Anterselva nella 50 km. a tecnica libera davanti a Santus e Piller Cottrer, e in campo femminile la forestale Arianna Follis ha finalmente centrato il bersaglio grosso nella 30 km.
A Treviso Denis Curzi ha vinto l’omonima maratona in 2.13.27 mettendo in fila un folto gruppo di Keniani, e a Bologna Ornella Ferrara ha dominato la “mezza” in 1.16.22.
Risultato a sorpresa invece a Bolzano, dove la Mediterranea Palermo ha conquistato il titolo italiano a squadre di Badminton, vincendo la finale contro l’Acque per 7 a 0.
Nel Tamburello impresa del Fumane nel 4° turno in serie A: espugnando il campo del Cavriana per 13 a 2 la società veronese ha infatti agganciato in testa alla classifica il Solferino e il Mezzolombardo a quota 9.
Nel Rugby Super 10 vittoria salvastagione per il Casinò di Venezia, il quale nonostante 4 calci piazzati falliti dal proprio prestigioso mediano di apertura Ramiro Pez, ha saputo nel secondo tempo rimontare lo svantaggio contro la diretta concorrente alla salvezza Almaviva Capitolina Roma, andando in meta nel finale con una splendida corsa di 60 m. dell’ala Perziano e concludendo quindi l’incontro per 14 a 9.
In serie B colpaccio infine del CUS Verona, il quale vincendo a Padova per 13 a 10 contro il Carrera Petrarca attende ora con trepidazione lo scontro diretto di domenica prossima in casa con il Mirano capolista, scontro decisivo per l’ammissione alle finali play-off. Una gara certamente da non perdere.
In tono minore invece la partecipazione degli Azzurri ai Mondiali di Cross di Edimburgo, dominati dal grande Etiope Kenesisa Bekele nonostante la perdita di una scarpa dopo 6’ di gara. Il primo degli Italiani è Buttazzo, 59°, a quasi 3 minuti dal vincitore.
Tornando però al titolo del post è giusto non dimenticare che la Coppa Italia quest’anno va alla Foppapedretti Bergamo, la quale dopo aver annullato 5 match-ball alla Scavolini Pesaro, si aggiudica l’incontro, e quindi il trofeo pallavolistico femminile, al tie-breack per 18-16.

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martedì, marzo 25, 2008

Ritorno all'antico

Con la gara di Cavedine si è un po’ tornati indietro nel tempo, quando era normale affrontare le gare con qualsiasi tempo e in qualsiasi condizione.
In effetti tuffarsi nel folto della foresta con un manto di neve spesso più alto di una decina di cm. è senza dubbio pittoresco e affascinante, ma riserva anche qualche lato negativo.
Forse ne hanno risentito maggiormente i concorrenti partiti per primi, i quali hanno dovuto giocoforza improvvisarsi “apripista”, alle prese con qualche traccia di sentiero scomparsa sotto la leggera coltre bianca, o con qualche punto di controllo visibile solo a distanza ravvicinatissima.
In ogni caso la giornata orientistica è stata, secondo il mio parere, molto positiva.
Al di là del vantaggio di chi, in questi casi, parte “dopo”, la gara è stata molto interessante dal punto di vista che più ci interessa: l’Orientamento.
Merito del tracciatore che ha saputo rendere stimolante ogni tratto del percorso, non concedendo tregue mentali ai concorrenti.
Come si può ben vedere dal percorso che presento (M45 – WA), si è scelto di tracciare la gara nella zona di carta più scorrevole, inserendo una serie di incroci e di cambi di direzione impegnativi anche dal punto di vista della concentrazione.

Gli appunti che mi sento di rivolgere riguardano il tratto 5-6, o meglio il 14-15.
L’incrocio proposto infatti offre l’evidente possibilità, nel tragitto 5-6, di visitare i controlli 15 e 14. La cosa non è da sottovalutare. Ciò infatti può ulteriormente aiutare i concorrenti che partono “dopo”, i quali hanno la possibilità di incontrare i loro diretti avversari sulla strada del ritorno, e memorizzare la posizione dei punti 14 e 15, punti tra l’altro posti su oggetti non evidentissimi (massi di mezzo metro d’altezza).
L’inconveniente si sarebbe potuto evitare alzando di quota i punti 14 e 15, portandoli a ovest del tratto di congiunzione tra i punti 5 e 6.

L’inserimento intermedio di un punto di controllo tra il 15 e il 16 avrebbe inoltre evitato la scelta quasi obbligata sul sentiero e attraverso i prati nel tratto più lungo della gara.
Diversamente si sarebbe potuto allontanare dal sentiero il punto15, trasferendolo almeno un centinaio di metri più a Nord.
Su un quesito che mi ha posto Andrea Rinaldi riguardo alla grafica del tracciato, vorrei ribadire che la scelta di indicare con linea curva il tratto tra un punto e l’altro (nel caso la linea rettilinea dovesse interferire e trarre in inganno) è la preferibile (vedi tratto 15-16).
Un'altra possibilità è quella di inserire un semicerchio in corrispondenza del punto di controllo di interferenza, ma lascio giudicare a chi legge quale sia la soluzione migliore.

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venerdì, marzo 21, 2008

Arrivi

Fiocco rosa in casa Cavazzani (il quarto, per la cronaca).
Stanotte alle 2.50 è nata Laura.
Ad Augusto e Silvia ancora congratulazioni.

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mercoledì, marzo 19, 2008

Notizie dal palazzo

Il comunicato che appare in data odierna sulle pagine del Comitato trentino a firma del suo Presidente mi porta a fare alcune brevi considerazioni.
La prima è che finalmente si comincia a fare un po’ di chiarezza sulla situazione politica della nostra Federazione.
Per questo motivo mi sento di ringraziare chi, al di là di schieramenti o idee personali, riesce a raccontarci in modo semplice ma con una certa forma di ufficialità, come “butta” in piazza Silvio Pellico 5.
In effetti di malumori e dimissioni all’interno del Consiglio se ne era sentito parlare più volte, ma sempre in modo frammentario, trasversale, o nella consueta deprecabile veste di pettegolezzo.
Per la verità i malumori si erano manifestati anche al di fuori del palazzo, ma conoscendo gli Orientisti e la loro innata natura critica, ciò poteva anche non essere considerato un segnale di pericolo per la gestione federale, anche se …
Quello che ancora trovo stonato, è che la diffusione di importanti notizie come quelle opportunamente ora diramate, non sia opera del Consiglio stesso, del Presidente federale o dell’addetto stampa, ma frutto dell’iniziativa di un volenteroso Presidente di Comitato.
Ci eravamo abituati a un rapporto un po’ più diretto con il vertice, prima con le “news del lunedì” di Mazzeni, poi con il “diario del Presidente” di Paris.
I silenzi dell’ultimo trimestre non ci hanno perciò entusiasmato.
Il dato che più salta all’occhio nel resoconto di Bepi Simoni è dunque questa frattura tra Presidenza e Consiglio. Si parla di rapporti interpersonali difficili e insanabili. Non può allora non tornarci alla mente una situazione analoga, creatasi meno di due anni or sono, che vedeva coinvolti gli stessi protagonisti (Presidente e Consiglieri) e che portò alle dimissioni del Direttivo e conseguente rielezione di un nuovo Consiglio.
Difficile a questo punto non pensare a un problema legato alla Presidenza, più che alla composizione del Consiglio.
Tuttavia la decisione scaturita dalla Consulta di Milano di sabato scorso è, a mio parere, condivisibile, in quanto un secondo sconquasso anticipato (dopo quello del 2006) non avrebbe giovato alla nostra attività e alla nostra immagine, in questo momento tremolante.
Da qui ad autunno ci sarà, spero, modo di ricaricare le batterie e pensare alla formazione di un Consiglio formato da persone competenti disposte a operare con continuità, aperte al dialogo e con l’orecchio sempre attento alle proposte e alle critiche della base.
Da qui ad autunno ci sarà, spero, modo di individuare chi possa coordinare le capacità tecniche e imprenditoriali di molti potenziali collaboratori troppo frettolosamente mandati al confino, togliendo in tal modo al movimento incredibili fonti di sviluppo.
Un’ultima considerazione, doverosa, riguarda il lavoro dell’attuale Consiglio federale.
Nel comunicato del Comitato trentino si parla di elogi per i risultati conseguiti dalla Federazione in questo ultimo triennio, dimenticando che molti di tali traguardi erano già stati raggiunti ben prima.
A mio avviso è questo un mancato riferimento poco generoso nei confronti di chi ha consegnato all’attuale gestione un bilancio già positivo (a fronte di contributi ben più esigui), un rapporto con il Coni già ottimo, una segreteria efficiente e competente (poi completamente stravolta), l’inserimento nei GSS (perso viceversa durante l’attuale gestione), una accresciuta credibilità in ambito IOF.
L’opportuno invito di Simoni alla collaborazione “senza schieramenti contrapposti” muove in tal modo il primo passo con il piede sbagliato.
Forse sarebbe stato il caso di ricordare che la storia della nostra Federazione e i risultati ottenuti, e oggi ottenibili, sono frutto dell’impegno disinteressato di molte persone, Consiglieri e non, protrattosi nel corso di molti anni di lavoro.
Nondimeno ritengo che il dialogo, la critica, l’opinione, l’Informazione, siano assolutamente necessarie e da preferirsi alle sommosse, alle manovre sotterranee, e ai silenzi di circostanza.
Attribuire situazioni di incertezza e di instabilità a presunti “fomentatori esterni” ritengo a questo proposito sia un coraggioso tentativo destinato ad avere poche probabilità di successo.

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lunedì, marzo 17, 2008

Un fine settimana alternativo

Il lunedì è solitamente invaso da immagini riferite all’ultimo bosco visitato, ripensando a come si è affrontato, e in che modo si è cercato di vincerlo (il che non sempre accade).
Una volta tanto, nonostante un Campionato Veneto Long a due ore da casa, ho ceduto alla tentazione di mettermi dalla parte di chi assiste all’evento sportivo e di mescolarmi tra una folla di omoni in gonnellino, lontano dagli spazi che ci sono abituali.
In attesa quindi di conoscere (speriamo in modo ufficiale) le ultime vicende della nostra Federazione, impegnata a risolvere i molti problemi che attanagliano questa tribolata gestione 2004-2008, e delle ormai prossime gare nazionali, ecco una breve parentesi legata a uno sport ufficialmente ancor meno olimpico del nostro, ma assai apprezzato per i valori di lealtà che sa trasmettere e per quella capacità di imporre la sdrammatizzazione degli eventi, vero toccasana in ogni forma di competizione.
Un po’ quello che normalmente succede nel nostro ambito, dove ogni sconfitta andrebbe vissuta con autoironia e ovviamente fungere da stimolo per “la prossima occasione”.
In tale atmosfera, ripulita da rancori, invidie e assurde rivalità extra-competitive, è lo Sport a vincere, e anche la prestazione “discreta”, il miglior tempo intermedio nel tratto lungo, l’aver mancato il podio per pochi secondi, risulta appagante.
Da questo punto di vista, viva l’Orienteering

.... e viva i calci di rimbalzo all’ultimo minuto

mercoledì, marzo 12, 2008

Orientisti in pista

Dario Rappo è uno degli Orientisti della "prima ora"; uno di quelli insomma che l'Orientamento l'ha praticato e diffuso fin dai suoi albori in Italia, e pià precisamente in provincia di Vicenza.
E' un piacere quindi, al pari delle imprese dei nostri più celebrati campioni più giovani, parlare anche dei risultati sportivi extra-Orienteering del "nostro" M/H60, in forza al ViOrTeam di Vicenza.
Dopo aver ottenuto a Padova, fra gennaio e febbraio, per due volte il primato nazionale sugli 800 m. indoor categoria MM60, che ora è 2.20.21 a soli 1 secondo e 7 decimi dal primato europeo di categoria, e fatto fermare i cronometri a meno di 7 decimi dal primato italiano nei 1500 m. (con il tempo di 4.44.51), lo scorso fine settimana ai Campionati Italiani Indoor di Ancona Dario ha conquistato ben tre titoli nelle specialità del mezzofondo vincendo gli 800, 1500 e 3000 metri con distacchi abissali sui secondi classificati (rispettivamente 6, 8 e 18 secondi).
Per lui la gioia di indossare per ben 3 volte la maglia di Campione Italiano.
Complimenti Dario!

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lunedì, marzo 10, 2008

Lipica open 2008

Per quest’ennesima edizione dell’ormai classica Lipica Open, la collaudata accoppiata Volcic-Tarabocchia ha questa volta sfoderato un ulteriore ampliamento dell’impianto cartografico compreso tra le località di Veliki Dol e Dutovlje il quale, di volta in volta, assume denominazioni diverse (Veliki Dol e Dutovlje appunto, ma anche Krajna Vas 1 e 2).
Come al solito ampia e qualificata la partecipazione all’appuntamento, con alcune presenze di rilievo, tra le quali spiccano gli atleti della Nazionale Azzurra (Mamleev, Schgaguler, Corona, Negrello, Simion …) e della Nazionale Francese maschile e femminile, con ovviamente in testa il plurimedagliato Thierry Gueorgiou.
L’edizione 2008 ha fatto inoltre conoscere anche a categorie meno prestigiose dell’Elite un tipo di terreno decisamente impegnativo, per l’inserimento di tratti a dislivello significativo, e per la posa di alcuni punti di controllo nel cosiddetto “gorillaio”, una parte di bosco non esattamente scorrevole e risultata poi decisiva ai fini delle graduatorie definitive.

Per quanto riguarda i percorsi direi che il tracciatore ha cercato di proporre situazioni non usuali per la Lipica Open alla quale eravamo abituati. La presenza di molte doline e zone a concentrazione rocciosa in passato rendeva lo sviluppo dei tracciati a problematica univoca, dove la difficoltà principale era l’attenta navigazione per evitare il ripetersi di errori paralleli. Questa volta anche le scelte di percorso sui lunghi tratti hanno giocato la loro parte di difficoltà e l’apparente semplicità della collocazione di alcuni punti controllo non ha certo banalizzato il lavoro del tracciatore.


Se proprio dovessi cercare di rivolgere un appunto all’organizzazione, questa riguarderebbe la proposta dei primi tratti nella partenza a caccia, dove la presenza di terreno lento, tratti brevi e punti comuni tra varie categorie, ha fatto sì che si creasse un serpentone dileguatosi solo ai primi tratti di lunghezza considerevole.
In questo caso (e la partenza a caccia non è affatto una cattiva idea) sarebbe stato più opportuno tracciare una prima parte di gara su terreno veloce e tratti lunghi (per disperdere i concorrenti) e una seconda parte più tecnica, con “visita” alle zone lente e tecnicamente impegnative.
Un doveroso accenno finale alla bella affermazione in Elite maschile di Michail Mamleev, primo in entrambe le prove davanti a Gueorgiou e agli altri Francesi.
Subito dietro lo squadrone transalpino Klaus Schgaguler (6°) ed Emiliano Corona (11°).
Tra le donne troviamo le nazionali Francesi ai primi 4 posti, nonostante una squalifica tolga di classifica la loro migliore rappresentante e vincitrice della gara di sabato.
Le migliori azzurre al 6° e 7° posto: Nicole Scalet e Michela Guizzardi.
Le uniche altre vittorie azzurre sono delle due giovani promesse Eliana Forza in W12 e di Giada Franz in W14.

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giovedì, marzo 06, 2008

Un passo indietro

Un commento alla domenica orientistica trascorsa è comunque dovuto, soprattutto per gratificare gli organizzatori di questa prova del Trofeo 3 Regioni, disputata sul nuovo impianto denominato “Bosco di Valeriano”, in provincia di Pordenone.
Il bosco proposto mi ha lasciato delle buone impressioni; la percorribilità in questa stagione è ancora discreta e i particolari del terreno non mancano per poter tracciare buoni percorsi. Anche il rilievo mi è parso all’altezza, molto accurato e preciso. Sul disegno e sulla stampa mi sento di fare qualche appunto, in quanto talvolta, laddove le curve di livello o i particolari sono molto ravvicinati, sarebbe opportuno adottare qualche “trucchetto” per rendere la carta più leggibile anche a concorrenti con problemi di vista.
Non sto cercando di incitare a trasgredire le sacre regole delle norme ISOM ma in taluni casi, e questo potrebbe essere uno di quelli, disegnare le curve di livello con spessore 0,18 mm. anziché 0,21 mm., e le maestre 0,32 mm. anziché 0,38 mm. (sto parlando di scala 1:10.000) potrebbe aiutare molto a risolvere il problema. In fase di stampa poi, e in questo caso si è optato opportunamente per una stampa in offset, forzare verso una gradazione più scura il Marrone (a esempio portando nella composizione del colore la percentuale di Nero dal 18% al 36% se con colore pantone, o dal 34% al 50% se in quadricromia), completerebbe l’opera, conferendo alla carta una leggibilità migliore.
Osservando da molto vicino i tratti della stampa (quelli di colore Nero in particolare) si può notare inoltre un effetto “seghettatura” del tratto quando questo non sia perfettamente verticale od orizzontale. Lo stesso effetto è riscontrabile anche nei simboli “a punteggiatura” (coltivazioni, canalette, margini di vegetazione). In pratica il singolo punto in stampa presenta una (modesta siamo d’accordo) sbavatura. Un inconveniente secondo me riconducibile alla lastra di stampa, se ottenuta direttamente dal file, o più probabilmente all’imprinting dettato alla stessa lastra dalla pellicola.

Stiamo ovviamente parlando di dettagli che, a un rapido esame, neanche si manifestano e che molto probabilmente risultano addirittura invisibili negli esempi che vi propongo in media risoluzione di un file jpg.
Diciamo tuttavia che la somma di tutti questi lievi e insignificanti difetti può portare a un grado inferiore, se pur leggero, di leggibilità.

Due parole sul tracciato M50. Un buon prodotto direi: dimensionato alle caratteristiche di gara Middle e adatto al tipo di terreno a disposizione.
Le possibilità di ottenere buoni tempi di gara c’erano, in quanto la percorribilità era ovunque buona. Le insidie inoltre non sono state risparmiate, soprattutto a chi, reduce da due gare Sprint disputate in parchi cittadini, s’inventa di trascurare l’uso dell’unico attrezzo di gara consentito.
Per questa volta le risate (dei lettori) sono dunque concesse.

Un appuntino anche sulla stampa del percorso: un argomento che immagino abbia già tediato più di un frequentatore di questo blog.
I tratti si vedevano poco e si potevano facilmente nascondere (cerchi compresi) tra le curve di livello, di spessore e colore molto simili.

In conclusione vorrei soddisfare la curiosità di Andrea Segatta, il quale mi ha chiesto notizie sulla carta di Miane, teatro del prossimo Campionato Veneto Long. Vi propongo la versione originale realizzata nel 1988 non essendo in possesso, ovviamente, della versione aggiornata 2007-2008.


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martedì, marzo 04, 2008

Orienteering: Sport o carte bollate?

Per questa volta, evitando di pubblicare la cartina di Valeriano, con il mio disastroso percorso in M50 di domenica scorsa, vorrei rendere giustizia a una manifestazione di Corsa Orientamento penalizzata da comportamenti che non esito a definire “antisportivi”.
Curiosando tra i vari resoconti delle gare disputate sul territorio nazionale, non può non saltare all’occhio una “strana” procedura adottata dagli inserzionisti della pagina ufficiale della nostra Federazione nei confronti della manifestazione internazionale di CO denominata MOC (Mediterranean Open Championship).
Ebbene tale “stranezza” riguarda l’assoluta mancanza di riferimenti logici all’evento.
A esempio non vengono citati (e magari ringraziati) gli organizzatori di queste gare, gli Enti e le personalità politiche che hanno permesso la promozione e la realizzazione dell’evento, e non viene citato neppure il nome della manifestazione: MOC.
Sui resoconti ufficiali della Federazione leggiamo di “prove pugliesi” (la “prova di Policoro”, la “prova di Taranto”), di “trittico pugliese”, di “prova di WRE”; leggiamo altresì i commenti degli atleti, le dichiarazioni del CT Bianchi, e le imprese dell’allenatore-cuoco Marco Bezzi e delle sue 16 colazioni preparate per tutti.
Non una parola spesa per ringraziare il Circolo Velico Lucano, l’Assessorato allo Sport di Taranto, la collaborazione dell’Esercito, e i molti altri Enti intervenuti nell’occasione; non una parola per sottolineare un fitto corollario di attività legate all’organizzazione del MOC (a esempio un seminario universitario internazionale sugli aspetti scientifici, metodologici ed informativi dell’orienteering); non una parola sul promotore di tutta l’iniziativa: Gabriele Viale.



Al di là di ipotizzabili contrasti tra i vertici federali e comitato organizzatore del MOC ritengo tuttavia che tale “censura” (perché è di censura che a questo punto si parla) sia contraria a ogni principio informativo.
Ritengo che un simile comportamento non possa essere accettato come buona norma per una corretta gestione federale.
Tali prese di posizione, così come l’applicazione di mezzi coercitivi o dell’avvio di cause legali, a mio avviso non portano da nessuna parte e danneggiano il nostro movimento anziché promuoverlo.
Accade così che persone spinte dalla passione per l’Orienteering e, perché no, abili e puntigliosi organizzatori di eventi che danno lustro e promozione al nostro Sport in ambito nazionale e internazionale, si trovano a essere mortificate nei loro intenti perché non trovano collaborazione in chi dovrebbe invece avvalersi dei loro sforzi per progredire.
Sto pensando ai mille ostacoli incontrati a suo tempo dagli organizzatori dei WMOC di Asiago, della 5 giorni della Valle di Non, di gare nazionali e regionali a carattere innovativo mai supportati dal vertice.
E’ una politica che porta al dispettuccio, al litigio, alle rivalse e alle udienze in tribunale.
E io che pensavo che una Federazione sportiva promuovesse lo Sport!


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lunedì, marzo 03, 2008

Un entusiasmante MOC 2008

In Puglia si concluso con successo il MOC 2008, senza dubbio la gara internazionale di CO più prestigiosa presente nel calendario federale italiano nel 2008.
L'addetto stampa di questi Campionati ci ha inviato il resoconto finale dell'ultima tappa:
"Nella splendida cornice naturale del Bosco Pantano, sito in corrispondenza del litorale marino di Policoro, si è conclusa con piena soddisfazione dei partecipanti e dei curatori, in particolare la locale associazione del Circolo Velico Lucano, la quarta edizione del MOC Championship del Campionato Mediterraneo di Corsa Orientamento, valida per la classifica mondiale individuale a punti – World Ranking Event - e organizzata in collaborazione con gli Assessorati allo Sport, al Turismo ed alle Aree Protette della Provincia di Taranto e con il supporto logistico dell’Esercito Italiano.



Gli Orientisti in quest’ultima prova si sono cimentati in un terreno di gara molto veloce, caratterizzato da repentini cambi di direzione e alcuni punti di controllo posizionati tra le dune di sabbia in corrispondenza della spiaggia, su percorsi dalla lunghezza media di 5,7 km.
Una splendida giornata di sole ha allietato questa terza ed ultima tappa del MOC Championship 2008, forte di 350 atleti in rappresentanza di 22 nazioni.
La vittoria finale è andata alla Norvegese Marianne Riddervold fra le donne ed al pluricampione mondiale Thierry Gueorgiou fra gli uomini.

Nella categoria assoluta femminile si è registrato il dominio assoluto dell’atleta Scandinava, che ha staccato di ben 5 minuti la Britannica Mhairi Mackenzie e la connazionale Elise Egseth. Al quarto posto la bi-campionessa mondiale di staffetta Paula Haapakoski, Finlandese.
Prima delle Italiane la Bolognese Michela Guizzardi, piazzatasi all’undicesimo posto assoluto.
Tra gli Elite maschile Thierry Gueorgiou, quattro volte campione del mondo, ha conquistato una sudata vittoria sul compagno di nazionale François Gonon, con un solo minuto di vantaggio nella classifica finale. Al terzo posto il Norvegese Oysten Kvaal Østerbø, staccato di oltre quattro minuti.
Primo degli Italiani Marco Seppi, decimo assoluto, con un buon quinto posto parziale; il campione italiano in carica, il trentino Giancarlo Simion, si è invece piazzato in diciassettesima posizione.
La sorpresa di tappa è il terzo posto dell’Israeliano Pavel Gvozdev, giunto a soli 19 secondi dal campionissimo Francese. Gvozdev si è così confermato la vera rivelazione del MOC Championship, assieme all’Estone Olle Karner, quarto a Policoro ed in classifica finale. Merita una menzione particolare l’atleta Edmond Bajraktari primo Albanese a gareggiare in Elite in una manifestazione internazionale: discreto il suo trentottesimo posto finale.
Solenni le premiazioni alla presenza del Presidente Park World Tour Italia, Gabriele Viale, e del direttore del Circolo Velico Lucano, Vito Narciso.
La terza tappa del MOC Championship ha rappresentato l’occasione ideale per inaugurare il nuovo impianto sportivo permanente per l’Orienteering di Bosco Pantano, usufruibile sia per i training camp internazionali, sia per l’attività didattica e formativa locale.
Il Campionato Mediterraneo Open di corsa Orientamento proseguirà a Manduria, nel Tarantino, con il Giro delle Mura Messapiche, valido come terza tappa del Trofeo Internazionale Provincia di Taranto."


Policoro (Matera), Bosco del Pantano, risultati 3^ tappa MOC Championship:
Uomini
1. François Gonon FRA 25.41 2. Thierry Gueorgiou FRA 25.49 3. Pavel Gvozdev ISR 26.08 4. Olle Karner EST 26.34 5. Ionut Zinca ROM 26.37

Donne
1. Marianne Riddervold NOR 24.58 2. Paula Haapakoski FIN 26.42 3. Elise Egseth NOR 27.03 4. Mhairi Mackenzie GBR 27.27 5. Lene Bergersen NOR 27.33

Classifica finale 4^ edizione MOC 2008 – Campionato Mediterraneo di Corsa Orientamento

Uomini:
1. Thierry Gueorgiou FRA 110.07
2. François Gonon FRA 111.07
3. Oysten Kvaal Østerbø NOR 114.17
4. Karner Olle EST 121.02
5. Sander Vaher EST 123.11
10. Marco Seppi ITA 126.57
17. Giancarlo Simion ITA 132.21

Donne:
1. Marianne Riddervold NOR 96.10
2. Mhairi Mackenzie GBR 101.42
3. Elise Egseth NOR 101.44
4. Paula Haapakoski FIN 102.58
5. Lina Sundqvist SWE 103.52
11. Michela Guizzardi ITA 109.59

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