Ultime uscite di giugno prima della pausa estiva.
Quest’ultimo fine settimana è stata la volta di due gloriosi impianti: Costalta (teatro dei Campionati Italiani 1985) e Cansiglio-Crosetta (Campionati Italiani 1989).
Due zone molto diverse tra loro: la prima un’abetaia inclinata verso i due laghi di Baselga di Pinè, la seconda un labirinto di forre e doline rocciose nella parte trevigiana dell’Altopiano del Cansiglio. Due terreni molto validi dal punto di vista orientistico.
Le gare sono state benedette dal tempo favorevole, il che non guasta, e dalla nutrita partecipazione.
Il percorso di Pinè, almeno per quello che riguarda la categoria M45, ha seguito la direzione classica circolare: vale a dire monte a sinistra (senso direzione di marcia) all’andata e monte a destra al ritorno, con una variante nella prima parte di gara comprendente una coppia di cambi di direzione.
La ripida rampa iniziale (125-130 m. di dislivello in meno di 500 m.) ha certamente portato la gara fin da subito sul piano fisico, lasciando poco spazio alle strategie orientistiche. Una più docile risalita del colle antistante il Lago delle Piazze avrebbe forse meglio introdotto la gara, proponendo magari qualche problema tecnico in più rispetto a una semplice (anche se faticosa) scalata lungo il crinale.
La competizione in pratica inizia al punto 2, anche se nel tratto 4-5 la corsa viene un po’ banalizzata da un’evidente linea conduttrice (la strada forestale) che porta facilmente al punto. Sulla posizione del punto 6 mi sono rimasti parecchi dubbi e in zona lanterna probabilmente la carta ha bisogno di una rinfrescatina (un avvallamento una trentina di metri più a ovest, un paio di grossi massi una decina di metri sotto il punto lungo l’avvallamento, la posizione del masso stesso che in realtà non è posizionato nell’avvallamento).
I punti successivi sono più dinamici e prevedono un buon ritmo di corsa associato a precisa lettura della carta. Per il punto 8 avrei però scelto una posizione più lontana dal sentiero (la canaletta poco più sotto a esempio). Buona la successione 9-12, anche se in zona punto di quest’ultimo controllo le cose sono alquanto confuse (nuovo disbosco, vegetazione che copre l’oggetto). In questo caso, per non creare problemi legati a ritrovamenti fortunosi, avrei leggermente anticipato la posizione del punto. In prossimità del punto 13 è inoltre posizionata una baracca che confonde le idee a chi giunge dal bosco (un po’ inverdito per la verità) da ovest.
In questi casi, come nel precedente, è compito del controllore consigliare al tracciatore di trovare una soluzione più idonea.
Stampa di carta e percorsi (l’M45 ha corso con una stampa laser in formato A4) sufficiente, agevolata dal fatto che il colore predominante è il marrone su fondo bianco.
Zona arrivo invece da rimarcare, per l’ottima accessibilità e per la piacevolezza del luogo.
Al Cansiglio si è corsa una gara di staffetta molto impegnativa dal punto di vista tecnico e fisico. Il terreno di gara nei pressi del passo Crosetta è sicuramente uno dei più aspri delle nostre zone, e i tempi di gara lo testimoniano.
Ad accentuarne la difficoltà inoltre, riferendoci alla lettura della carta di gara, correndo in un bosco come questo si ha talvolta l'impressione che manchi qualche curva di livello, soprattutto nell'individuazione delle molte depressioni che appaiono nella realtà molto più profonde di quanto rappresentato.
L’organizzazione direi che ha fatto le cose in maniera eccellente, sotto ogni punto di vista, ma un simile impianto presenta qualche limite per una forma di gara, quale è la staffetta, che fa della scorrevolezza e dell’incertezza del risultato la sua caratteristica più evidente.
Alla Crosetta le cose viceversa si sono chiarite quasi subito, con distacchi netti tra i concorrenti già in prima frazione, dovuti in gran parte alle asperità del terreno. Nella stessa zona, circa un chilometro e mezzo più a ovest, c’è l’impianto contiguo di Cadolten (ora poco usato) dove è stata corsa la staffetta dei Campionati Italiani 1989. Un’edizione, ricordiamo, molto spettacolare.
In tale parte dell’impianto troviamo terreni aperti sufficientemente “tecnici” e soprattutto un’ampia faggeta priva di ostacoli significativi, più idonea quindi anche per percorsi junior e supermaster.
I percorsi propostici hanno comunque ben sfruttato l’esigua parte di impianto presa in considerazione, obbligando i concorrenti alla massima concentrazione per il pericolo di incappare in facili errori paralleli, e per il notevole traffico di atleti presente nel bosco.Anche gli incroci del percorso, usati abbondantemente, risultano ben strutturati senza troppi pericoli di confondere reciprocamente i tratti.
Un po’ complicata ma ben strutturata e spettacolare la zona arrivo (micidiale l’ultima rampetta per raggiungere l’ultimo punto) ma soprattutto ottima la qualità di stampa della carta e dei percorsi, anche se non tipografica.
A cercare il pelo nell’uovo, vista la densità dei punti e la loro posizione ravvicinata, avrei usato per i numeri della sequenza punti un font leggermente diverso, un po' più piccolo, stretto e ingrossato. Di solito suggerisco l’uso di Arial Narrow Bold, il quale occupa meno spazio pur essendo più visibile.
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