mercoledì, agosto 27, 2008

Ricominciamo dal difficile

Riprendere l’attività dopo un paio di mesi di vacanza è sempre faticoso; se poi scegliamo di debuttare nella seconda parte di stagione in un terreno come quello di Novi Svet (vicino Logatec) allora le cose si complicano maledettamente.
Tra quelle doline carsiche l’Orientamento richiede infatti una concentrazione supplementare, degna di gare per specialisti ad alto livello, al top della condizione fisica e mentale.
Il terreno di gara, per chi non avesse avuto ancora il piacere di farvi visita, è quanto di più complicato si possa trovare nei pressi del confine giuliano: terreno roccioso, bosco a tratti intricato, buche, doline profonde e non, colline e cocuzzoli, sentieri poco o per niente decifrabili. Una serie di ingredienti “tecnici” ben miscelati insomma (e basta guardare la carta qui sotto per rendersene conto) dove navigare ad Azimut è assai complicato e dove correre è prerogativa praticamente esclusiva degli ungulati che popolano questi boschi.
Inutile dire che in queste condizioni un percorso netto, anche se non portato a termine “al galoppo”, garantisce una sicura affermazione, e pertanto alla Cerkno Cup più che mai vince chi sbaglia meno, almeno sulla cartina di Novi Svet.
Il compito del tracciatore in questo caso non è tanto quello di proporre ai concorrenti dei tratti di percorso ricchi di problemi (a quello ci pensa già il terreno di gara) ma di trovare un giusto compromesso tra la difficoltà intrinseca della carta (lettura, interpretazione) e il transito in zone non particolarmente “dannate”.
A questo proposito sarebbe il caso di citare il commento di Silvano Tonolo all’arrivo della seconda tappa: “ E’ stato come scendere all’inferno e uscirne”.
Ecco quindi che sarebbero da evitare punti di controllo posati su oggetti non bene identificabili o poco visibili, o in zone di bosco fitto.
L’esperienza della Cerkno Cup è sempre utile in ogni caso, in quanto ricorda che affrontare i tracciati con poco impegno e concentrazione porta sempre a risultati disastrosi.

La terza tappa si è disputata in terreno decisamente più scorrevole, di tipo alpino, con pendenze “importanti”. Le difficoltà tecniche qui si sono alleggerite di molto, ma trattandosi dell’ultima gara la fatica ha presentato conti a destra e a sinistra.
Il tracciatore in questo caso ha cercato di sfruttare la zona più accessibile, evitando di sovraccaricare i percorsi di dislivelli eccessivi, e inserendo un “giro turistico” supplementare per dimensionare la prova a tempi di percorrenza adatti alla caratteristica di gara Long.
Il luogo scelto per l’arrivo direi che è stato inoltre molto apprezzato per i superbi panorami a 360° e per la piacevole struttura d’appoggio.

Due parole sull'organizzazione: al solito spartana ma efficiente e precisa; uno standard che l'Orientista gradisce al di là di inutili fronzoli, i quali, nella maggior parte dei casi, rubano spazio all'efficienza e alla sostanza.

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mercoledì, agosto 20, 2008

... e anche per quest'anno ...

Rientrato dal bel clima fresco dei 65° gradi di Latitudine Nord ho cominciato a leggere un po’ di notizie sui vari blog, compiacendomi del fatto che ormai molti Orientisti italiani si arricchiscono di esperienze di gare all’estero che daranno frutti molto utili per la nostra crescita.
Per la verità io non ho dedicato molto tempo alla pratica sportiva durante questa pausa, preferendo fare altre cose (falegname, muratore, elettricista, boscaiolo, giardiniere, pescatore, dog-sitter …).
L’Orienteering l’ho vissuto nell’ormai tradizionale Kainuun Rasti Viikko (gara a 4 tappe della regione del Kainuu) di inizio luglio, nella due giorni del Napapiiri (Circolo Polare) di Rovaniemi, e nelle garette settimanali organizzate dalla mia società finlandese, il Puolangan Ryhti. Ovviamente non ho potuto fare a meno di seguire in diretta TV i Mondiali di Olomouc (solo l’ultima domenica 5 ore di diretta per le staffette) e di fare il tifo per i nostri.
In attesa di rientrare a pieno regime in clima gare (questo fine settimana andrò a far visita agli amici Sloveni) vi propongo quindi un paio di documenti: la carta completa della KRV 2008 con i percorsi della mia categoria (con un paio di “perle” del sottoscritto niente male), e la seconda tappa H50 (e non M50, nonostante Uomini in Finlandese si dica Miehet) della 2 giorni del Circolo Polare Artico, disputata a Rovaniemi, nella quale, pur correndo discretamente (giudicate voi il mio percorso) sono arrivato ultimo con notevole distacco dal penultimo.



Le spiegazioni di questa "performance" non ve le sto a elencare, ma posso sicuramente affermare che da queste (anzi da quelle) parti, oltre a renne, alci, linci, orsi e lupi, i boschi sono popolati da altre autentiche Bestie: gli Orientisti.
Buon rientro a tutti, a rivederci a breve.

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