venerdì, novembre 21, 2008

Curiosità veneziane

Il Meeting di Venezia ha, come di consueto, fornito un ulteriore dato statistico riguardante le medie di percorrenza dei vari percorsi.

Ciò può risultare utile in prospettiva “progetto dei tracciati” per le prossime manifestazioni, riguardanti gare nei centri cittadini.
In questa ipotetica classifica indico quindi le medie di velocità ottenute dai concorrenti con riferimento alle principali categorie maschili, dalla più veloce alla più lenta.
A puro titolo di confronto ho preso in considerazione anche la categoria Elite femminile.

La foto invece è quella del cannibale, che per realizzare lo slam impossibile (tutti i titoli italiani individiali, Coppa Italia e Venezia) ha dovuto correre (dice lui) acciaccato. Fossero tutti acciaccati in questo modo!

M Elite 5.47 al km., M20 6.29,
M35 6.38, M18 6.40, M16 6.48, M50 6.59, M45 7.25, WE 7.26, M55 7.37, M40 7.55

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martedì, novembre 18, 2008

Venezia 2008

Scongiurato il pericolo dell’acqua alta annunciato dalle abbondanti piogge e dal vento di scirocco d’inizio settimana, la 29° edizione del Meeting di Venezia si è riproposta in veste rinnovata, complici alcuni piccoli cambiamenti organizzativi che le hanno conferito un miglioramento qualitativo preannunciante, almeno a sentire gli organizzatori, una prossima 30° edizione 2009 coi controfiocchi.
1. La settimana di ritardo sulla data solitamente prevista per questa gara ha a esempio fatto sì che alcune strade solitamente intasate di folla risultassero praticabili senza infastidire troppo turisti e passanti;
2. L’indicazione in carta di tali zone “trafficate” con colorazione più scura ha fornito ai concorrenti un’informazione, preziosa, in più;
3. La corsia riservata ai concorrenti al penultimo ponte ha evitato pericolose e antipatiche collisioni legate alla foga per il raggiungimento dell’ultimo punto;
4. La presenza della TV di stato (molti di noi avranno potuto seguire i servizi su Rai 1 e Rai 3) ha riservato all’evento una rilevanza decisamente consona alla nostra più partecipata manifestazione nazionale;
5. La macchina organizzativa ha girato in sincrono come non mai.

Se il buon giorno si vede dal mattino il nuovo corso della Fiso nasce, magari involontariamente, sotto una buona stella.

Parlando di tecnica orientistica ho trovato i percorsi, almeno quelli da me visionati, di buon livello. Sicuramente la perfezione non fa parte di noi (e con 37 percorsi per agonisti l’impresa è sicuramente ardua) ma certamente, a mio parere, quest’anno è stato fatto un buon lavoro di tracciamento.
Un buon sistema per giudicare un tracciato può essere quello, a esempio, di accorgerci a fine gara che almeno per alcune delle tratte percorse si poteva scegliere una strada diversa, non sempre più breve, ma più veloce.

L’esempio del mio percorso M50 può essere in questo senso esplicativo, e i 140-150 m. a mio parere regalati agli avversari (una quarantina di secondi) non sono da sottovalutare in una gara di questo tipo. Da questo punto di vista il tracciatore non ha dunque trascurato l’essenza di una gara cittadina.

Cosa migliorare ancora.
Qualche settimana fa sentivo il Sindaco del capoluogo lagunare, intervistato all’arrivo della Venice-marathon, asserire che Venezia deve essere considerata un museo all’aperto a disposizione dei visitatori tutto l’anno, ora per la Maratona, ora per il Carnevale, ora per la Biennale di Architettura, ora per la visita ai luoghi di culto e d’arte.
Quale migliore occasione? Il Meeting di Orienteering deve dunque entrare a far parte di quel calendario fisso di manifestazioni di rilievo internazionale citate dal prof. Cacciari, e le ripercussioni su tutto il movimento orientistico sarebbero probabilmente quelle che da anni attendiamo.
Per fare in modo che ciò accada, il Comitato organizzatore, e la Fiso stessa, dovrebbero quindi con notevole anticipo promuovere l’evento non solo tra gli enti pubblici, ma tra la gente comune, i negozianti, gli abitanti della città, i turisti in arrivo nei giorni che precedono la gara.
Un evento atteso e pubblicizzato non diventerebbe un disturbo, come purtroppo verificatosi in anni recenti, ma uno spettacolo al quale assistere.
Vorremmo, in poche parole, che il tratto transennato di Riva Sette Martiri si trasformasse in una tribuna affollata, sull’esempio di quanto si è visto sabato scorso a Lonigo per la finale del PWT.

E un paio di speakers coinvolgenti completerebbero inoltre l’opera.
Vorremmo altresì che l’andirivieni di 4000 concorrenti di ogni età lungo gli angoli più nascosti della città dei Dogi rappresentasse per tutti, non solo per gli Orientisti, l’appuntamento fisso della seconda domenica di novembre.

Disegno dei percorsi.
Anche in questo caso parliamo di un notevole miglioramento della parte grafica, per altro molto importante in un labirinto di cartina com’è Venezia. Il disegno è risultato a mio avviso molto chiaro e i tratti in violetto hanno spesso rispettato la lettura dei particolari.
Sempre riferendomi al percorso M50 avrei tuttavia operato ulteriori accorgimenti.
Negli esempi illustrati vorrei a questo punto porre a confronto alcuni particolari punti “nevralgici” meritevoli di attenzione.
A sinistra lo stralcio tratto dalla carta di gara, a destra la proposta migliorativa.



Un ultima annotazione, molto marginale, riguarda la posa del punto 106.
A mio avviso la posizione della lanterna non era corretta, oppure non è corretta la descrizione del punto (sopra la versione ufficiale, sotto quella riferita alla posizione del punto).
Dalle pagine di questo blog quindi vada un ringraziamento al gestore del ristorante del campiello adiacente a Calle del Teatro il quale, dopo aver udito un paio di “perkkele”, mi ha indicato con aria di commiserazione dove, in mezzo a una selva di tavoli e sedie, si celava il misterioso prisma bianco-arancio.

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giovedì, novembre 13, 2008

Finale PWT 2008





Sabato prossimo (dopodomani) si svolgerà dunque la gara finale del Park World Tour 2008, e si svolgerà in Italia, a Lonigo (Vicenza). All’appuntamento saranno presenti molti dei più celebri atleti del panorama orientistico internazionale, a cominciare dai Campioni del Mondo Dana Brozkova e Thierry Gueorgiou.
Venerdi è in programma la semifinale, che sarà disputata sui colli di Alonte, sabato la gara di finale, nel centro di Lonigo appunto.
Notevole lo sforzo organizzativo profuso nell’occasione dagli organizzatori e ovviamente dal presidente di questo comitato, Gabriele Viale, candidato “sconfitto” alle recentissime elezioni per la Presidenza federale ma maestro nella promozione di eventi internazionali sul nostro territorio e abilissimo nel rendere prestigiose, per la qualità dei partecipanti, tali manifestazioni.
Da non sottovalutare poi la risonanza data alla gara dalla carta stampata. Al di là delle “licenze poetiche” dei professionisti della comunicazione (qualcuno ha parlato anche di finale del Campionato del Mondo di Orienteering) c’è infatti da sottolineare il fatto che la manifestazione di Lonigo è stata oggetto di annuncio su molti quotidiani locali e perfino sui fogli a distribuzione gratuita ormai di larghissima diffusione nelle stazioni ferroviarie, ai semafori, nei negozi …
L’esempio che riporto è quello del foglio “Città”.
Per tutte le notizie sull’evento il sito Internet da consultare è
www.orienteering.it

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mercoledì, novembre 12, 2008

Un appello accorato

La prima proposta che vorrei fare al neo eletto Presidente la voglio lanciare dalle pagine del mio blog, perché ritengo si tratti non tanto di una proposizione tecnica od organizzativa (per quelle avremo modo in tanti di confrontarci), ma di una grossa spina che vorrei contribuire a togliere dal costato di un amico vero dell’Orienteering.

Sto parlando di Alberto Zambiasi, al quale da tre anni viene impedito di praticare lo Sport che ama.

Chi conosce Alberto sa che è stato uno dei padri fondatori della nostra Federazione, sa che si è sempre prodigato per migliorare la nostra Federazione e il nostro Sport, sa che ha sempre combattuto per portare gloria alla nostra Federazione.
Lo ha sempre fatto secondo ciò che il suo carattere, ma anche il suo grande cuore gli suggeriva (come tutti noi del resto) entrando talvolta in conflitto con i propri collaboratori o con i vertici federali.
Ma chi di noi non ha mai avuto oppositori alle nostre attività?
L’appello che rivolgo alla nuova dirigenza è dunque quello di restituirci il “nostro” Alberto Zambiasi alle gare. Da subito.
I contenziosi, gli attriti, le dispute di carattere economico si potranno continuare a ridiscutere e si potranno risolvere con la volontà e la collaborazione di tutti, ne sono certo; ma impedire a qualcuno di praticare l’Orienteering sapendo quanto lo ami, ritengo sia un’azione da condannare.

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lunedì, novembre 10, 2008

La nuova dirigenza federale

Il post avrei voluto intitolarlo "la nuova Fiso" ma ritengo che sia più corretto, almeno per ora, usare quest'altro titolo, nella speranza di poterlo presto modificare nell'originario.
L’intensa giornata bolognese ci ha dunque portato all’elezione di un nuovo Presidente, di un nuovo Consiglio federale e di un nuovo Collegio dei Revisori dei Conti.
Non è stata un’Assemblea facile.
Poche Assemblee Fiso lo sono state, a partire da quella per certi versi burrascosa di Roma dell’88.
I presupposti perché non lo fosse in effetti già si erano manifestati con il suo approssimarsi, ma lo scarso possesso e la poco corretta applicazione di regole chiare al fine garantirne un sereno svolgimento, hanno fatto in modo di complicare ulteriormente le cose, e la confusione e la mancanza di chiarezza alla fine hanno prevalso su tutto.
E’ stata l’Assemblea delle mozioni non votate e di quelle votate in modo incomprensibile, delle negazioni al diritto di parola, del ritiro di candidature a votazione in corso, delle bizzarre interpretazioni dello Statuto federale, dei risultati numerici delle urne che non tornano, delle relazioni degli organi direttivi uscenti non poste in votazione, degli oscuri metodi di assegnazione del numero di voti agli aventi diritto, dei ricorsi preannunciati e delle minacce di richiesta di annullamento del Congresso.
Ma è stata anche l’Assemblea dove molti di noi hanno appreso come l’ex Consiglio federale ha operato nell’ultimo quadriennio; quali gli aspetti positivi della sua gestione e quali quelli negativi. Dove molti di noi hanno scoperto di appartenere a una Federazione ricca (con un conto corrente in spaventoso attivo) ma povera di programmi, di idee, di investimenti produttivi, di prospettive future.
E’ stata l’Assemblea dove dalle durissime parole dell’ex Presidente sarebbe opportuno ripartire per non ripercorrere gli stessi errori, per ritrovare in tutti noi quel senso di appartenenza alla nostra Federazione troppo spesso citato come valore perduto.
Da confusione e pressappochismo ne siamo comunque usciti con un doppio risultato: quello dell’elezione degli organi istituzionali della Fiso (con eccezione della Corte d’Appello federale), e con gli immediati obiettivi della revisione dello Statuto e della creazione di una struttura che funzioni a dovere.
Tutto il resto è bene che rimanga solo tra le righe dei verbali e dei resoconti, nella speranza di riuscire urgentemente a tracciare un bel segno nero sopra a queste poco edificanti recenti pagine di storia della Fiso.

Come in ogni competizione che si rispetti, o in ogni fatto pubblico importante della nostra vita, è comunque logico e opportuno che qualcuno racconti lo svolgersi dei fatti, un po’ perché la storia non può subire mutilazioni, un po’ perché l’esperienza ci può indicare quale sia la via migliore da percorrere, o la peggiore da evitare.
Il mio personale resoconto (piuttosto particolareggiato e circostanziato devo dire) non ha ovviamente la pretesa di essere oggettivo al cento per cento, e non si tratterà certamente di un verbale ufficiale dell’Assemblea (lo definirei casomai un verbale apocrifo), ma non è neppure una sequela di considerazioni strettamente personali.
E’ semplicemente la cronaca di un’Assemblea Fiso così come Stefano Zonato l’ha vissuta e registrata, nelle possibilità e nei limiti impostimi dalla velocità con la quale riuscivo a prendere appunti sul mio blocco notes.
Questa cronaca personalizzata tuttavia non si avvarrà di nessuna pubblicazione, né a mezzo stampa, né a mezzo internet, in quanto ritengo, considerati i suoi contenuti “facilmente infiammabili”, di fornire in tal modo un buon contributo alla rinascita della Federazione alla quale ormai da decenni ci stiamo in molti dedicando con passione, spesso molto, troppo accesa.
Tale documento, qualora susciti interesse a scopo puramente cronistico, sarà comunque inviato a coloro i quali me ne richiedessero la consultazione.

Termino con un formidabile augurio di buon lavoro a Sergio Grifoni, persona che (lui lo sa) stimo profondamente, il quale merita il “premio” di questa elezione e al quale, così come ad altro candidato alla presidenza, ho promesso collaborazione.

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giovedì, novembre 06, 2008

Buona Assemblea a tutti

A tre giorni dall'importante appuntamento sarà bene concedersi una bella pausa di riflessione.
I candidati alla Presidenza e al Consiglio in questo periodo staranno sicuramente "affilando le armi" e così pure chiunque avrà voglia di esprimere il proprio parere nell'unica occasione pubblica a disposizione.
Come atto finale di presentazione dell'Assemblea ritengo però opportuno pubblicare le credenziali o i programmi dei candidati Consiglieri dei quali dispongo, in quanto i soli che mi sono pervenuti e dei quali, a quanto mi consta, non è stato dato spazio nei canali informatici a noi noti.
Si tratta dei programmi dei Candidati Consiglieri Sandro Passante e Andrea Visioli.
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Sandro Passante:
"Cari amici orientisti,
nel momento in cui siamo chiamati ad essere partecipi di uno degli atti più importanti e significativi della vitadi una Federazione sportiva, il rinnovo degli Organismi statutari attraverso democratiche elezioni, ritengo opportuno, direi quasi doveroso da parte mia, sottoporre alla Vostra attenzione i tratti salienti della mia esperienza professionale e sportiva, affinchè possiate trarne, se lo riterrete, elementi utili per una valutazione più consapevole nella scelta dei componenti del Consiglio Federale, per il quale ho presentato la mia candidatura.
Mi chiamo Alessandro (Sandro) Passante e sono nato il 18 luglio 1947.
Sono Generale di Brigata dell'Esercito in ausiliaria, avendo lasciato il servizio attivo da poco più di un anno, dopo aver assolto nell'ultimo periodo il comando del Distretto Militare di Lecce.
Da oltre quarant'anni sono direttamente impegnato nell'attività sportiva, sia come praticante che come dirigente ed organizzatore.
In ambito militare sono stato insignito del DISTINTIVO DELLO SPORT dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, avendo più volte conseguito il titolo di Campione Italiano di categoria in varie discipline, soprattutto nell'ambito della corsa e della corsa orientamento. Quest'ultima già praticata fin dalla seconda metà degli anni '70, quando ero in forza al Battaglione San Marco, e nella quale ho esordito, in ambito civile, partecipando ad un Campionato Italiano del Sud Italia, organizzato nel 1981 a Campitello Matese.
Sono stato tra i fondatori del CUS Lecce nel 1966 e per alcuni anni Consigliere Nazionale di un Ente di Promozione Sportiva. In riconoscimento delle benemerenze acquisite nella attività dirigenziale mi sono state conferite la STELLA DI BRONZO al Merito Sportivo dal CONI nazionale e la QUERCIA di Primo Grado dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, della quale, per otto anni, sono stato Presidente Provinciale.
Da quasi tre annil 'incarico di Delegato FISO per la Provincia di Lecce mi vede fortemente ed entusiasticamente impegnato in un'opera di promozione soprattutto nei confronti del mondo della Scuola, vero serbatoio per un effettivo rilancio della nostra diciplina.
Fiori all'occhiello del mio impegno organizzativo sono la gara nazionale di corsa campestre "CROSS DEL CASTELLO", giunta ormai alla 18^ edizione con un successo consolidato di concorrenti e di pubblico; due edizioni della "OTRANTOSTARS", gara internazionale di corsa su strada in notturna; due edizioni della gara di corsa su strada "LECCE DI CORSA CON L'ESERCITO"; una tappa del MOC 2007 nel Parco di Torcito; due finali regionali dei Giochi Sportivi Studenteschi di Corsa Orientamento.Grazie per l'attenzione."
Sandro Passante
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Andrea Visioli:
Il mio Orientamento
La FISO nella congiuntura dell’economia globale

Dobbiamo sapere dove andare
Una Federazione completa ed articolata si riconosce primariamente da un sistema di pensiero maturo: obiettivi chiari e condivisibili sono l’unica ricetta per uscire dal disastro oratoriale in cui beccheggia oggi una Fiso totalmente alla deriva.
E’ innegabile come il Movimento percepisca il profondo disorientamento imbarazzante col quale ci si sta presentando non solo al CONI.
Tutti colgono la necessità del cambiamento di rotta.
In pochi si espongono per affrontarne le dinamiche.
Il segreto lo abbiamo nascosto alla luce del sole, all’ombra dei campanili che negli ultimi tempi si sono continuati ad edificare senza cercare motivazioni comuni. Con facilitazioni per pochi.
Il budget federale
I nostri Valori sono palesi e possono interagire con qualunque Sponsor, Ente, Amministrazione, altre Federazioni, Organizzazioni ambientaliste, Progetti eco-compatibili…
Se la consapevolezza dei nostri ideali e valori è il punto di forza, nessun Progetto sarà fuori portata.
Sarà determinante sapersi relazionare con capitani d’azienda, manager e politici.
Andiamo incontro a momenti economici drammatici.
Il “tesoretto” che il nuovo Direttivo FISO andrà a gestire sarà sufficiente per l’ordinaria amministrazione di una Federazione senza proposte organiche ed innovative: sentirsi sereni operando coi 140.000€ di risparmi significa non avere il senso di un’azione Dirigenziale matura.
Diventare Federazione Autonoma ci proietterebbe in un mondo nuovo, con risorse sproporzionate rispetto alla carenza odierna. Una pochezza scorante oggi se si pensa che una disciplina come la Mountain Bike-O ha gestito la stagione uscente con un budget di 19.000€ (diciannovemila/00), di cui 14.000 se ne vanno per partecipare ad un Mondiale; un Mondiale che solitamente è un punto di arrivo e di ripartenza per una Squadra: nel 2011 abbiamo chiesto il Campionato Mondiale di MTB-O in Italia. Dall’anno prossimo però avremo una riduzione del 35% dal CONI…
Nella prima settimana di Mandato il mio Presidente dovrà firmare un protocollo d’intesa col Ministero dell’Ambiente; nel mese successivo col Ministero della Pubblica Istruzione…
senza risorse i sogni non si trasformano in realtà.
Azimut
Azimut è un atto dovuto, ordinaria amministrazione: l’Organo ufficiale di una Federazione ha capacità mediatiche insite nella sua stessa presenza; testimonianza di attenzione verso il Movimento da parte dell’Organizzazione ufficiale che lo dirige.
Spegnerne la pubblicazione è un suicidio mediatico verso l’interno e verso l’esterno della FISO.
Ridargli vitalità sarà il primo obiettivo per coordinare il sentimento di appartenenza e diffondere la cultura che, malgrado tutto, ci inorgoglisce ancora quando appendiamo in auto il nostro simbolo storico.
Comunicazione: Sito Federale
Ottimizzare tempistica sulla pubblicità delle sedute di Consiglio: siamo forse tra le Federazioni più informatizzate del panorama italiano. Rendere partecipe in tempo reale la base sulle decisioni del vertice significa annullare la distanza atavica tra le gerarchie.
Il sito federale in quest’ottica dovrebbe essere reso più fruibile, rinvigorito ed accattivato.
Abbiamo in esso un elemento di contatto fondamentale. Dovrà essere lo specchio di una Federazione consapevole: trasparenza e lucidità sono lo stile che ci si deve porre come guida, la sicurezza, non ostentata, ma rigorosa per poter garantire ai Nostri Partner il meglio nel panorama sportivo-valoriale.
Le Nazionali: questo dramma & il Lavoro d’equipe
Non mi soffermerei sugli errori del passato.
Ogni Settore dovrebbe avere un’impostazione professionale con ruoli chiari per non sobbarcare di lavoro i seppur volenterosi, determinati, motivati responsabili-collaboratori.
Lo stress da lavoro non è contemplato, né tollerabile in un Organico programmato e competente; ad ognuno un suo ruolo preciso in maniera che ci si possa completare l’un l’altro in sinergia per gli stessi obiettivi.
Già a metà mese di dicembre dovranno essere chiari gli orientamenti delle Nazionali e delle Commissioni, supportate dai migliori Tecnici in tutti i settori. Ho vissuto in prima persona in questi giorni le molte manifestazioni di stima e consenso al programma del Candidato Gabriele Viale; alcune cose sono già state ottimizzate con l’aiuto di una Squadra che ogni giorno si forma sempre più concretamente: un entusiasmo contagioso per fare in modo che la Federazione abbia un’impostazione dignitosa per le aspettative che non solo noi, ma il CONI stesso ci chiede.
Ognuno potrà sentirsi parte del grande Progetto FISO.
Ramificazione
Parola d’Ordine.
Il più grande errore che potremmo commettere sarebbe quello di accentrare invece di coinvolgere la base in maniera ramificata, con contatti sempre più diffusi sino alla singola Società. Dobbiamo avere il polso della situazione in maniera capillare per conoscere perfettamente i problemi della base. Un Consiglio Federale dovrebbe affrontare politicamente le dinamiche raccolte dai collaboratori e dalle Commissioni e dai sotto-collaboratori e dalle sotto-commissioni, etc.
I ruoli dovranno essere chiari nella loro continuità.
Importanza delle Commissioni
Spetta al Consiglio Federale la ricerca di risorse, valutare progetti e controllare le risposte della base. Il Consiglio dovrebbe imparare a concentrarsi sotto l’aspetto politico-relazionale: sono le Commissioni a seguire, valutare, promuovere gli aspetti Tecnici con competenza e Tavoli di Lavoro programmatici, ottimizzazioni e grande lavoro di modellatura, formazione, rifinitura.
Il Consiglio Federale raccoglie e definisce le esigenze senza perdersi in quegli aspetti correlati alle norme specifiche che immobilizzerebbero la coordinazione degli ideali generali.
Nutro un grande rispetto per l’importanza dei ruoli, per la chiarezza e la continuità delle decisioni: questo per non disperdere risorse soprattutto di tempo. Non possiamo più permettercelo.
La Scuola ci ama
A livello didattico siamo una Federazione dai grandi numeri malgrado una maggiore difficoltà tecnica all’interno delle ore curricolari: organizzare un orienteering infatti non è la stessa cosa del dare lo start ad una campestre e riportare i tempi degli arrivati. Paradossalmente non dovremo motivare il Corpo Docente, già consapevole delle potenzialità del nostro Sport. Ancora una volta concordo pienamente con la strategia di Viale: dovremmo invece supportare tecnicamente formando i docenti e gli animatori dalle Facoltà.
È questo un progetto a media-lunga distanza: più docenti ci conosceranno, maggiori saranno gli appassionati alla Disciplina, che è più che altro una scelta di vita.
In ogni scuola esiste già la piantina dell’aula, della palestra, dell’edificio con le vie di fuga, del cortile con gli spazi verdi; ogni biblioteca scolastica potrebbe avere in dotazione un nostro testo didattico di base patrocinato, se non edito, dal Ministero.
Un Ministero che già oggi ci inserisce fra le Materie di insegnamento fondamentali nell’Istruzione generale.
Molti orientisti oggi sono insegnanti di Educazione Motoria, cosi come alcuni insegnanti sono arbitri di pallavolo, giudici FIDAL o allenatori di basket…
Dobbiamo primariamente potenziare la percentuale di Insegnanti che “sposano” la nostra pratica agonistica e non. Le regole intuitive sono il nostro punto di forza, che permette a più persone di praticarci a livelli di preparazione differenti, sia fisico che tecnico.
Siamo in grado di svolgere un ruolo carismatico verso la crisi di valori che impera nella Società contemporanea. Noi siamo un suggerimento per ora. Potremmo essere un imperativo.
Autonomia federale nel CONI
Cosa ci spaventa? Cosa ci trattiene?
partecipazione olimpica? diffusione territoriale della disciplina sportiva? ri-organizzazione interna credibile, compatta, competente, efficiente? manifestazioni-eventi d’alto livello con visibilità mediatica? risultati agonistici?
Non ci sono passaggi prescritti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano per accedere all’Autonomia: è un valore da vincere sul campo, dimostrando primariamente carattere e unità d’intenti. Significa lavoro, abnegazione per il grande sogno Olimpico: un sogno che dobbiamo volere, fortissimamente volere.
E il tempo che dedicheremo alla nostra FISO renderà la nostra FISO così importante.
Promozione e visibilità
La degenerazione nella gestione della “cosa federale” si è manifestata anche con la frustrazione ed il conseguente deperimento della presenza nei centri storici.
Un circuito va subito reimpostato-reinventato “vendendo” la nostra immagine con professionalità in sinergia con Partner che siano all’altezza dei nostri ideali.
Siamo lo sport della Natura e quello che amiamo fare di più è la scelta di un orienteering puro fatto di tecnica di navigazione e soprattutto di intuizioni affinate nel tempo con sensazioni che solo chi pratica può percepire. Limitare però l’attività nel bosco, con alberi e cespugli unici spettatori, non solo è contro-producente sotto l’aspetto mediatico, ma non permette di svelare al grande pubblico la nostra faccia migliore. La Visibilità rimane la “Mission” di qualsiasi Partner che, oggi più che mai, canalizza le proprie risorse non a fondo perduto, ma secondo un principio di massima raccolta.
Staff Federali
Sono profondamente d’accordo con l’allarmismo sulla qualità tecnico-organizzativa dei principali eventi federali. Ultimamente abbiamo vissuto carenze imbarazzanti anche in settori relativamente modesti nell’economia coordinativa di un evento. Concordo con il pensiero di sviluppare un elenco di “Tecnici Scelti” che possano formare uno Staff “autorizzato” in appoggio/supporto per garantire almeno gare nazionali di eccellenza tecnica.
IO NON VOTO A BLOCCO REGIONALE
Non ho nulla da nascondere.
Nella massima libertà di pensiero;
forte dello scandalo più grande: il fatto che vi sia un solo candidato alla carica di Consigliere in Quota Tecnici in tutt’Italia;
provocatore nell’animo quando è tempo di politica;
impegnato sino alla consunzione, senza falsa modestia, quando diventa tempo di spiritualità.
Non me ne voglia nessuno, ma il voto condizionato a blocco regionale non risolverebbe i problemi federali.
Non li risolve perché puzzerebbe di conservatorismo; ed il conservatorismo non può che svilire l’idea di ricompattare il Movimento con il grande, nobile Progetto di Federazione completa, una FISO epurata da favoritismi, nepotismi, localismi.
Fra l’altro una scelta in blocco regionale giustificherebbe la paura che il futuro Consiglio possa non essere in grado di sostenere la mole dei Progetti che certi candidati impronterebbero, come si evince dai programmi presentati. Sarebbe veramente una motivazione scoraggiante.
Ho colto un grave nervosismo di fondo; parlando, consultandomi apertamente anche con chi non ha le mie stesse idee sulle preferenze per il candidato Presidente.
Con grande serenità. Ho sempre creduto nelle persone; e nello stile.
Conoscendo certe realtà mi arriverà una nota sul registro: sono curioso delle motivazioni.
Poi andiamo dal Preside insieme però.
Andrea Visioli
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E per finire, un po' per sdrammatizzare le attese, ecco il programma pre-assembleare di Stefano Zonato


Buona Assemblea a tutti, nella speranza che il 9 novembre possa regalare a tutti gli Orientisti di buona volontà quattro anni di soddisfazioni vere.

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lunedì, novembre 03, 2008

Molta confusione ... molta

Le domande e le ipotesi formulate al post precedente hanno, come previsto, scatenato una variegata serie di interpretazioni.

C’è a esempio l’interpretazione di Gianni Mazzeni che assegnerebbe al rappresentante regionale degli Atleti solo due voti (anziché due per Società).
In questo caso però verrebbe meno il diritto richiamato all’art.12.11 dello Statuto, il quale prevede che ogni Società abbia diritto a 10 voti.
Se 7 voti li esprime il Presidente di quella Società, chi esprime gli altri 3?

C’è poi la comunicazione del Comitato lombardo alle Società a firma del suo Presidente (vedi articolo su www.fisolombardia.it), il quale precisa che eventuali deleghe di Società ad altre Società devono essere accompagnate dall’indicazione di voto da esprimere in Assemblea, sia per quanto riguarda il voto per il candidato presidente, sia per quando riguarda le preferenze ai consiglieri in quota Atleti e Tecnici, e in caso questa indicazione non venisse espressa, il voto di questa Società delegante dovrà essere espresso in bianco.
A parte il fatto che non si capisce perché si dovrebbero impartire indicazioni per il voto di Presidente e Consiglieri Atleti e Tecnici, e non per Consiglieri Dirigenti, ma quale norma prevede che una delega debba impegnare il delegato a votare in una certa maniera, pena la neutralità del voto?

Non vorrei essere pessimista, ma mi sembra che di motivi per presentare eventuali ricorsi ai risultati dell’Assemblea ce ne siano già molti, ancora prima che questa abbia luogo.
Ritengo quindi a questo punto indispensabile che la Segreteria Federale impartisca preventive e chiare norme in ossequio al vigente Statuto.

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