martedì, dicembre 16, 2008

In trepidante attesa

Spunti per intavolare discussioni intorno ai problemi che più ci interessano (tecnici in primo luogo) ce ne sarebbero, ma il periodo che la nostra Federazione sta vivendo, impone a mio avviso una attesa fatta di speranze e di buoni propositi. L’eco dell’Assemblea di Bologna, e dei molti problemi venuti a galla in tale occasione, non si è ancora spenta e una formidabile iniezione di fiducia ai nostri desideri sarebbe quella di poter toccare con mano alcune prime iniziative concrete. I programmi dei candidati ci hanno autorizzato a sperare in una pronta rinascita del nostro movimento e le offerte di collaborazione a questa nuova gestione non sono certo mancate.
Per questo l’attesa diviene ancora più febbrile.
In realtà qualcosa si è mosso, ma sembra che non sia ancora qualcosa di definitivo, qualcosa che insomma ci autorizzi a dire “la Fiso è ripartita, diamoci tutti da fare”.
A molti di noi a esempio è pervenuto un messaggio con l’intento di sondare quali siano le preferenze degli orientisti italiani in tema di format delle gare nazionali (abbinamenti, periodi, durata …). L’iniziativa è senza dubbio lodevole ma non è ancora chiaro se promossa da un organo ufficiale della Federazione (da una Commissione regolarmente costituita e deliberata dal CF quindi) o dalla, lodevole ripeto, iniziativa di uno dei volenterosi tesserati offertisi a collaborare con la nuova gestione federale. Di queste Commissioni infatti, strumenti fondamentali dell’organizzazione centrale, a tutt’oggi non ci è ancora dato di sapere le composizioni, i programmi, gli intenti.
A dire il vero non sappiamo neppure se i due Consigli Federali già effettuati abbiano ufficializzato le loro costituzioni.
Abbiamo dei nomi; ce li ha forniti il Presidente nella sua “prima lettera agli amici orientisti” del 30 novembre scorso. Questi nomi rappresentano i vertici delle varie fasi operative nelle quali si dovrebbe strutturare la Fiso nel prossimo quadriennio. Ma al di sotto dei vertici la situazione ancora non è chiara, o quantomeno non lo è per noi.
Tra questi nomi i più attenti avranno notato anche quello del sottoscritto che, con il programma e la composizione proposta per la nuova Commissione Impianti resta anch’egli in fiduciosa attesa.

Tra nove giorni è Natale: buon Natale Fiso, e che il nuovo anno ci possa togliere di mezzo queste infinite giornate piovose per regalarci il sereno … e buon Natale a tutte le persone che amiamo.

mercoledì, dicembre 03, 2008

Dove va la formazione?

In attesa di conoscere nei dettagli come la nuova macchina federale muove i primi passi e che direzione prenderà, una serie di iniziative e proposte cominciano a fiorire.
Per quanto mi riguarda personalmente posso dire di aver presentato alla nuova dirigenza Fiso una squadra e un programma per il funzionamento della nuova Commissione Impianti Federali la quale, a breve spero, potrà essere nominata ed essere operativa.
In ambito formativo si è svolto invece ad Adria un incontro, a questo punto preparatorio per la futura organizzazione federale, che negli intenti iniziali si proponeva di tracciare delle linee guida per il prossimo quadriennio, soprattutto nella sua seconda parte.
A questo proposito Walter Peraro, sempre attento e profondo conoscitore delle problematiche formative del nostro Sport, mi ha inviato alcune importanti riflessioni incentrate sull’argomento “scuola”.
Ringraziandolo, le sottopongo volentieri all’attenzione dei lettori del blog, in quanto fondamento di necessaria discussione in questa prima fase di “riavvio dei motori”.

L’incontro dei formatori avvenuto il 29 novembre u.s. ad Adria (eccessivo chiamarlo “giornata nazionale della Formazione”) ha offerto nel pomeriggio un brevissimo accenno all’attività nella scuola, e al fatto che il Ministero dell’istruzione per il prossimo 2009 ha escluso l’Orienteering dai giochi studenteschi.
Ci si deve quindi chiedere in che direzione deve andare la formazione.
Anzitutto bisogna prendere atto del gran lavoro fatto nella scuola: molti corsi per insegnanti, gare studentesche provinciali, regionali e nazionali.
Dieci anni fa al corso nazionale per insegnanti organizzato ad Abano, l’allora Segretario Federale affermò che la scuola doveva diventare il nostro bacino di utenza, il nostro vivaio (diametralmente opposta fu l’opinione del Presidente regionale Veneto).
Da allora si dedicò alla scuola tutta l’attenzione possibile.
Dopo dieci anni è adesso doveroso interrogarsi sui risultati ottenuti e su quanti nuovi praticanti sono arrivati. Se la scuola ringrazia (ci mancherebbe altro) per tanta attenzione, se gli insegnanti hanno potuto frequentare corsi, acquisire nuovi titoli tecnici (e magari fare un po’ di carriera), viaggiare ecc., se le scolaresche hanno trascorso qualche giornata nei boschi, imparato ad usare la bussola e se abbiamo positivi riscontri di qualcuno che si è avvicinato all’Orienteering tramite la scuola, i risultati per la FISO sono stati comunque inferiori rispetto agli investimenti fatti.
Chi pensava (e ancora pensa) che la scuola possa essere il serbatoio della FISO, dimentica che la scuola ha compiti istituzionali propri e che le attività sportive, per quanto multidisciplinari, non fanno parte delle attività curricolari. Gli insegnanti fanno già fatica a concludere il programma didattico previsto ed è già molto se riescono ad inserire nella propria disciplina qualche esperienza pratica di Orienteering. Sport bellissimi e molto praticati non si sognano neppure di entrare nella scuola per trovare nuovi adepti; penso al ciclismo, allo sci, al nuoto, al calcio, al rugby, alla ginnastica ritmica e artistica, alla vela, al canottaggio, all’equitazione, ecc. Nessuna di queste discipline ha nei propri quadri formativi un “tecnico scuola”, così come nessuna svolge nella scuola la propria attività.
Le varie federazioni propongono alla scuola vari eventi promozionali ma l’attività sportiva avviene fuori e indipendentemente da essa.
Solo durante i giochi studenteschi si coniuga appieno il binomio scuola-sport ed è proprio in queste occasioni che avviene la grande promozione (ad es. molti hanno cominciato a fare atletica in occasione dei giochi studenteschi, e non solo atletica).
Ben venga dunque la promozione dell’Orienteering nella scuola nella quale gli studenti possano anche sperimentare concretamente questa bella disciplina, ma l’attività orientistica si pratica nel “tempo libero”.
Ancora una considerazione sulla scuola come “vivaio”: dopo aver tanto seminato e ipotizzando che siano nate tante promettenti piantine, in che terreno le metteremo a germogliare?
I vari vivai-scuola sono circondati da terreni spesso aridi e sassosi con solo qualche felice oasi. Se non faremo crescere a livello locale le società sportive di Orientamento, il lavoro fatto nella scuola non avrà possibilità di sviluppo.
Ecco allora spalancarsi le porte della formazione alle società, ai dirigenti ed agli orientisti.
Forse ci siamo scordati che la formazione, oltre che verso i quadri tecnici, deve essere rivolta anche agli orientisti (corsi di base, corsi di introduzione all’agonismo, corsi di perfezionamento agonistico). E’ questa l’attività formativa che oggi la FISO deve sviluppare, questa la nuova direzione verso cui si deve andare!
Con questa attività formativa si può puntare ad alzare il livello tecnico di tutto il movimento orientistico italiano, non nel senso di avere tracciatori migliori, organizzatori migliori o cartografi migliori, ma nel senso di avere orientisti migliori! Così riusciremo anche a salire sul podio delle gare internazionali.
Con la formazione di “base” e di “introduzione all’agonismo” si potrà riprendere a fare promozione, coinvolgendo tanti potenziali appassionati al nostro sport.
Non dobbiamo solo chiederci se l’Orienteering sia o meno interessante, ma se ci siano persone a cui può interessare. E non c’è dubbio che ci sono! Ci sono migliaia di persone appassionate di natura e di sport, che non ci conoscono e che sono disponibili a indossare un pettorale.
La situazione della FISO non è la stessa della FIGC dove si comincia a giocare a calcio prima ancora di andare a scuola (lo stesso dicasi per la ginnastica artistica e ritmica, ecc.); la FISO ha ancora bisogno di allargare la base dei praticanti, deve rivolgersi agli adulti (ai maggiorenni per intenderci) più che ai ragazzi, a persone che se hanno superato la fase delle massime prestazioni atletiche, hanno comunque voglia di gareggiare (anche ad alti livelli). Essi hanno una caratteristica fondamentale: sono autonomi!
Prima di impegnarci a fare ulteriori istruttori e maestri, dobbiamo mettere le nostre società sportive in condizioni di fare formazione, con i propri istruttori e, se necessario, con risorse federali, affinché si moltiplichino le uscite vicino a casa, le serate promozionali e i corsi di base, ritrovando in tutta Italia lo spirito del nostro primo animatore … Vladimir Pacl.

Walter Peraro