Le lunghe come quelle di una volta
Per poter trovare qualcosa di veramente soddisfacente nell’ambito della CO, sempre più spesso si valicano i confini del nostro territorio nazionale.
Certo chi può permettersi di non trascorrere intere giornate in auto è favorito (mi riferisco ai Trentini, Lombardi, Veneti, Friulani). Per tutti gli altri non resta che accontentarsi di ciò che passa il convento, o meglio il nostro movimento attuale. Esaminando il calendario gare fino a oggi proposto non posso certamente assegnare un gran voto alle alternative in ballo.
Molte Sprint e Middle (o presunte tali), molti centri cittadini, poche gare “classiche”, e cioè Long e ultra Long su terreni dove ci piacerebbe fare ritorno un po’ più spesso.
Per questo motivo il calendario internazionale comincia ormai a far parte sempre più di una nostra ideale programmazione agonistica e, perché no, anche turistica. Ecco che allora Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia non sono più viste come eccezioni legate alle 5 giorni estive, ma valide alternative alla sconsolante penuria di manifestazioni accattivanti organizzate dalle nostre parti.
Per quanto mi riguarda dunque ho preferito stavolta andare in Baviera, dove in prossimità del confine Ceko non sono infrequenti le manifestazioni a più giorni.
Per questo motivo il calendario internazionale comincia ormai a far parte sempre più di una nostra ideale programmazione agonistica e, perché no, anche turistica. Ecco che allora Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia non sono più viste come eccezioni legate alle 5 giorni estive, ma valide alternative alla sconsolante penuria di manifestazioni accattivanti organizzate dalle nostre parti.
Per quanto mi riguarda dunque ho preferito stavolta andare in Baviera, dove in prossimità del confine Ceko non sono infrequenti le manifestazioni a più giorni.
La formula 2009 della 3 gg. della Foresta bavarese (nei pressi di Deggendorf) prevedeva Sprint+Middle+Ultra Long.
E’ stata appunto quest’ultima a convincermi di tradire ancora una volta i nostri terreni.
Una gara come quelle di una volta insomma.

Il tracciato dell’H16-D18-D35-D40-H50, come si potrebbe osservare, poteva anche essere migliorato (primo punto con linea conduttrice troppo invitante, secondo punto idem, ventunesimo lo stesso, sequenza finale un po’ “bastarda” …) ma è il concetto di gara a lunga distanza che manca da troppo tempo nei nostri programmi. Probabilmente ci siamo accorti che organizzare una Sprint o una Middle ci costa meno (in termini economici e in termini organizzativi) e in questo modo lasciamo a pochi “coraggiosi” il compito di proporre gare di questo tipo, dove la stampa della carta è più onerosa, dove la posa dei punti è più laboriosa, ecc. ecc.
Ci accontentiamo in poche parole di accorciare i nostri percorsi, e poco conta se il terreno che proponiamo sia o meno di gradimento. Anzi, più lento e impercorribile è tale terreno, più ci viene facile (e comodo) definirlo “tecnico”. A questo punto assegnare a una gara la specifica di Middle o Long non è tanto il tempo del vincitore o il tipo di tracciato proposto, ma la lunghezza e il dislivello.
Niente di più sbagliato, e i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti: gare Middle che durano più delle Long, gare Long più brevi delle Middle e così via.
Nel post precedente ho esaminato le prime due gare di Coppa Italia, traendo queste stesse conclusioni. Dalla lettura dei risultati riportati nella più partecipata gara Middle dell’ultima domenica orientistica (ieri) la situazione è esattamente la stessa:
M20: 55’, M35: 55’, M45: 51’, W18: 80’, W35: 61’, W45: 27’, WA: 53’ …
Che senso ha dunque stabilire delle regole? Nominare controllori? Scrivere manuali? Istituire albi?
Abbiamo un elenco infinito di Tracciatori, Direttori di gara, Maestri, Delegati, regolarmente patentati e autorizzati a operare in osservanza ai regolamenti, ma sistematicamente ci troviamo ogni fine settimana a domandarci: ma sarà una vera Middle? Sarà una vera Long? Il dislivello dichiarato sarò quello effettivo?
Allora provi a gareggiare altrove. In quelle parti d’Europa dove l’Orienteering non ha ancora i nostri numeri; dove alle gare nazionali non partecipano più di 250-300 atleti. E cosa scopri? Che il vincitore della tua categoria nella Sprint termina il suo percorso in 12’30”, nella Middle in 35’40” e nella Ultra Long in 81’10”, come uno si aspetterebbe.
La prossima volta ci torno, questo è sicuro.
A proposito di gare fuori dai confini nazionali, vorrei concludere complimentandomi con l’ Erebus Vicenza, unica squadra italiana in grado di schierare una formazione completa alla Jukolan Viesti 2008 e alla Tio Mila 2009, le due più importanti staffette al mondo.
Domenica scorsa in Svezia l’Erebus si è piazzata al 210° posto in 13 ore 44’46”.
Alla Tio Mila 2009 da segnalare anche la presenza di un’altra squadra italiana, mista tuttavia, la Skodeg-o, la quale ha terminato in 251° posizione in 14 ore 53’51”.
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