Seconda settimana
Rispetto alla bastonata ricevuta a Dublino sabato scorso, si sono viste cose decisamente migliori da parte della nostra rappresentativa nazionale.
Permane ancora qualche aspetto importante da migliorare, ma progressi se ne sono visti. In primis la rimessa laterale, dove l’abilità delle due squadre si è finalmente equivalsa (in Irlanda l’intesa fra tallonatore e seconde linee italiane era stata disastrosa).
Progressi anche nei calci piazzati dove, pare, il più giovane dei fratelloni Bergamasco si è conquistato il ruolo titolare di “giustiziere”. Bene ancora la difesa: massiccia e sempre ben schierata, e bene in ricezione sulle palle alte. Ancora da registrare la meccanica dei calci di spostamento, ora affidati al mediano di apertura, ora all’estremo.
In questo fondamentale l’Inghilterra si è certamente dimostrata più esperta, nonostante la non infallibilità di Wilkinson (caso raro), piazzando sempre l’ovale in zone non presidiate, con conseguente guadagno di terreno.
Nel Rugby non si dovrebbe mai parlare di arbitraggi a sfavore, ma è un dato di fatto che in presenza di decisioni eque e ben distribuite (quelle del primo tempo a esempio) la squadra Azzurra può in questo momento tener testa a chiunque in Europa.
Esaminiamo quindi qualche episodio sfortunato del secondo tempo.
Dopo tre minuti nuovo tentativo di strangolamento del nostro estremo (evidentemente la folta barba non è gradita da molti), sanzionato “solo” con un calcio piazzato.
Ben diverso il trattamento riservato al nostro pilone destro, molto tartassato dagli arbitri, al quale poco dopo viene sventolato senza indugio un bel cartellino giallo per “mani in ruck” (anche in questo caso sarà la sua barba a scatenare influssi negativi).
Nella sequenza che propongo è tuttavia quantomeno dubbio il fallo (giudicato antisportivo) del nostro colosso Italo-Argentino.
Come si può notare non è assolutamente chiara la formazione di questo ruck, in quanto non vi sono Inglesi in piedi a contatto con gli Azzurri, due giocatori in maglia bianca presenti nel “groviglio” non sono legati tra loro, e la palla sembra essere dalla nostra parte. In queste condizioni l’intervento di “Castro” sembra essere più che legittimo, o quantomeno non così grave da giustificare un “giallo”.
E tanto per insistere sul diverso trattamento ecco invece la sequenza di un fallo analogo commesso a parti invertite, con un ruck sicuramente già formato, palla dalla nostra parte e con un piede galeotto inserito ad arte per ostacolare l’uscita del pallone, con l’aggiunta di un ingresso laterale (non consentito) da parte del terza linea centro inglese.
Per finire con le valutazioni a noi sfavorevoli ecco infine un altro bel intervento alto (placcaggio pericoloso) effettuato con il portatore di palla ancora in aria (sempre lui, Luke Mc Lean), e anche questo sanzionato solamente con un calcio di punizione.
Insomma la possibilità di mettere sotto gli Inglesi stavolta era veramente reale, perchè trovare un Wilkinson che sbaglia tre calci piazzati non è da tutti i giorni.
Peccato, quell’unico errore in difesa della nostra ala (che tenta di placcare un segnalinee molto atletico) ha consentito ancora una volta all’esercito del fiero Edoardo di sconfiggere i nostri.
Sotto con la Scozia adesso.
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