lunedì, marzo 01, 2010

Un cucchiaio che passa di mano

Per prima cosa voglio scusarmi di non poter pubblicare immagini in questo post, in quanto ho effettuato la registrazione di Italia - Scozia su un supporto leggibile solo dal televisore e non dal pc (almeno così credo)

... and sent him homeward, tae think again ...
Con qualche apprensione di troppo, ma anche stavolta la Nazionale Italiana si rivela la bestia nera degli Scozzesi.
Per la verità la partita giocata dagli Azzurri ha avuto i soliti lati oscuri palesati in precedenti occasioni e, dovendo esprimere un giudizio personale, mi vien da preferire gli ottanta minuti giocati contro l’armata inglese o i primi quindici di Dublino.
Anche stavolta le rimesse laterali sono state il punto veramente debole della nostra squadra, con schemi non bene eseguiti e molti palloni regalati agli avversari non solo in attacco, ma anche in situazioni precarie di difesa entro i 22 m.
Probabilmente il touch è un fondamentale che viene trascurato, vista la facilità con la quale sette volte su dieci il possesso della palla passa inopinatamente agli avversari, ed è quantomeno strano visto che si tratta di una fase di gioco non di movimento, e quindi giocabile con lucidità.
Sull’altro fondamentale debole (i calci di spostamento) qualcosa in più si è visto ma non è ancora abbastanza visti gli scarsi risultati in termini di guadagno di terreno.
Diciamo che la fortuna stavolta ha cambiato un po’ verso, evitando davvero per un soffio le realizzazioni degli Scozzesi, contrastati anche negli ultimi centimetri da una difesa (quella si) veramente ammirevole.
Niente da dire sull’arbitraggio, che stavolta ha distribuito equamente alcune (inevitabili nel Rugby) valutazioni discutibili.
La storia si ripete dunque, con una Nazionale molto forte in difesa, nei ruck e in mischia, ma con poca inventiva e fantasia in attacco, dove all’ala vengono schierati giocatori non proprio a loro agio nel ruolo (vedi Mirco) e quindi poco sfruttati.
Qualche miglioramento anche dal punto di vista disciplinare, con un numero ridottissimo di falli (da entrambe le parti a dire il vero) nelle fasi di gioco critiche.
Ben per gli Azzurri dunque che hanno saputo capitalizzare l’unica azione pericolosa dell’incontro, scaturita da un riuscito incrocio a metà campo, e conclusa in maniera forse inaspettata dal nostro Mediano di mischia, unico accorso con convinzione a sostegno dell’azione di Canale (si, c'era anche Castrogiovanni, ma poi nessun altro).
Grande poi il possesso di palla dei minuti finali con un unico neo del calcio in touch finale finito tra le braccia dell’Estremo scozzese.
Certo per Mallett prendere un altro cucchiaio di legno sarebbe stata una dura mazzata, considerati i progressi avuti in eredità ormai tre anni or sono dal suo predecessore francese.
A questo proposito è giusto ricordare che la Nazionale Italiana le sue imprese più gloriose le ha celebrate con allenatori di scuola transalpina: George Coste in primis e poi Pierre Berbizier. Qualcosa vorrà pur dire.
A questo proposito a Parigi, domenica prossima, la vedo assai dura, quindi godiamoci questo 16 a 12 che ha spento, forse, le speranze dell’orgoglio scozzese ... sent them homeward, tae think again ...

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2 Comments:

At 5:30 PM, Blogger Stefano said...

Non è detto che il cucchiaio passi di mano. Per il momento infatti l'Italia ha evitato (e la Scozia ancora no) il whitewash, ovvero un torneo senza vittorie.

Il cucchiaio di legno va infatti alla squadra ultima classificata e non a chi perde tutte le partite. Tecnicamente, quindi, si potrebbe "vincere" il cucchiaio di legno anche concludendo il torneo con due vittorie.

Perchè dico questo? Non perchè io sia un fan di rugby "anti-italiano", perchè nel rugby non ci sono gli "anti" ma ci sono solo i "pro".
Infatti sai che io sono "pro" Scozia, ed aspetto il 13 marzo. Ore 18.00 - Murrayfield - Scozia vs. Inghilterra

Because we can still rise... now!

Poi... se l'Italia volesse farmi la sorpresa di battere anche l'Inghilterra (non dico la Francia)... va benissimo lo stesso :-)

 
At 2:21 PM, Blogger zonori said...

Hai ragione, non è ancora detta l'ultima, però la tua Scozia la vedo male. L'unica possibilità che ha è di battere l'esercito del fiero Edoardo a Murrayfield, ma temo che quest'anno non abbia i mezzi per farlo.
Per quanto riguarda noi sto giocando a prevedere quante ne prenderemo a Parigi, dalla squadra che, secondo me, vincerà il torneo quest'anno. Diciamo 34 a 13 dai.
L'Inghilterra purtroppo per te l'abbiamo già incontrata.
A Cardiff infine poche speranze anche lì, perchè secondo me con Mallett non si va da nessuna parte.
A Roma direbbero "ARIDATECE BERBISIE'". Ma ... those days are past now ...

 

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